mercoledì, ottobre 01, 2008
Chi vive di rimpianti è un imbecille
Quando si lascia un posto si finisce sempre per capire in maniera ancora più profonda che cosa amavamo e che cosa odiavamo di quel posto. O almeno questo è quello che penso io. Non mi sto cacciando nel solito discorso pallosissimo del tipo "Eh, ti accorgi di quanto ti piace una cosa nel momento stesso in cui la perdi", perchè io sto discorso lo odio. Non sopporto la gente che se ne esce con frasi tipo "Ho capito quanto la amavo solo quando l'ho lasciata e mi sono reso conto che senza di lei non potevo vivere". Bella cazzata essere capaci di apprezzare quello che si ha solo quando non lo si ha più. Allora ci meritiamo di perderlo per sempre e vivere nel rimpianto. Ma non è di rimpianto che voglio parlare, bensì di visioni più distaccate, chiare e razionali. Nel mio caso ovviamente mi riferisco a Düsseldorf.
Sono entusiasta di starmene a Madrid e di certo non penso all'eventualità di tornare in Germania, ma è anche giusto fare una sorta di bilancio dell'anno che ho passato lì, perchè ci sono persone e cose che non voglio dimenticare e che meritano di venire "immortalate" in questo blog almeno con un paio di parole.
1. La pole position ce l'ha il mio appartamento, casetta di 32 m2 con balcone in Koellnerstrasse 29 di cui mi sono davvero innnamorata con il passare dei mesi. Inutile aggiungere che costava pochissimo, che stava in una zona della città in cui c'era tutto quello di cui potevo avere bisogno e che distava 8 minuti dal mio ufficio. Vi dirò anche che è stata la mia prima casa colorata (chi mi conosce sa anche che ho una semiavversione per i colori) e che mi ci sono proprio trovata bene. Sarà che il tempo è talmente deprimente in Germania che avere una parete della stanza da letto gialla e una arancione mi regalava una nota d'allegria indispensabile.
2. La mia palestra occupa un secondo posto, ma meriterebbe il pari merito.
3. I miei ristoranti preferiti, primi fra tutti il giapponese Naniwa (quello delle zuppe più di quello del sushi), la pizzeria Lupo, l'Ab der FIsch (e la sua MITICA insalata con formaggio di capra e miele...) e l'hamburgeseria Spaceburger e chi più ne ha più ne metta.
4. I miei locali preferiti, vedi lo Schwan (per i suoi cocktail imbattibili soprattutto in happy hour) e la cioccolateria libidinosa vicino alla piazza del municipio.
5. I tram. Non so spiegarne il perchè, ma ho una passione malata per i tram e me ne sono accorta proprio a Düsseldorf. Sono molto meglio degli autobus: più silenziosi e discreti slittano tra il traffico come dei pattinatori sul ghiaccio. Non so, mi piacciono.
Molti si saranno chiesti come sia possibile che non abbia ancora parlato di persone. In effetti mi mancheranno tanti degli amici che mi sono fatta durante l'anno, ma non posso inserirli in una lista di "cose" che mi mancheranno di Düsseldorf, perchè nessuno di loro è di lì, il che significa che mi sarebbero mancati in ogni caso, ovunque li avessi conosciuti, in qualsiasi momento della mia vita avessi dovuto lasciarli. A loro dedico dei piccoli paragrafi di questo blog, perchè ci sono sfumature che non voglio dimenticare e purtroppo so che, se non le lascio per iscritto da qualche parte, scoloriranno lentamente come le linee scritte sulle pagine di un vecchio diario.
PAÏP (il cui ero nome è Leyre): Compagna d'avventure, di tristezze ed allegrie, collega al lavoro ed amica fuori dall'ufficio. Païp è una ragazza tanto sorridente, energetica e bionda, che il suo ragazzo Antonio definisce "peperina" e io non posso che ammettere che questo aggettivo le calza a pennello. Cammina in modo buffo, un po' saltellando o non so, è difficile da descrivere ma mi piace e mi mancherà vederla arrivare con il suo passo leggero ma deciso. Di origini basche, Leyre lavorava per il dipartimento PIPE (promozione dell'internazionalizzazione di aziende piccole e medie), da lì il soprannome che le ho appioppato: PIPE letto all'inglese diventa PAÏP. Il suo essere basca la muniva automaticamente di un carattere forte, deciso e a volte decisamente brusco: ciò nonostante devo assolutamente sottolineare che Leyre è come un ovetto kinder, quando si apre svela dentro di sè una sorpresa. Perchè è dolce e sensibile, si fa in quattro per le persone che ama... eppure si maschera dietro un'armatura di ironia e -a volte- cinismo per difendersi dal mondo esterno. Ma noi l'abbiamo scoperta e non ci lasceremo più sfuggire quel cuore soffice di bontà: forse avrei dovuto paragonarla a un cioccolatino Lindt più che a un ovetto kinder, perchè è così, ripiena di bontà.
Belenina (cioè Belén): Grandissima e memorabile compagna di ammazzate in palestra, che presto si è convertita in una compagna di caffè, pranzi domenicali e cocktails infra settimanali. È una ragazza adorabile, che vive in Germania già da alcuni anni ma in qualche momento tornerà ai suoi amati Paesi Baschi. È la mia ennesima amica basca, sarà che il carattere delle persone di questa zona della Spagna mi piace e mi ci trovo bene. Sono schietti e sinceri, onesti e disposti a tanto per aiutare i propri amici. Belén è stata davvero una grata sorpresa e mi mancherà. Le cose di cui sentirò maggiormente la mancanza sarà la sua risata fresca e sincera, la sua capacità di ascoltare e consigliare e la sua faccia imperturbabile anche quando doveva affrontare esercizi sfiancanti.
Dani (Daniel): Compagno di borsa di studio, condivideva l'ufficio con Païp e ci ha messo un bel po`per permetterci di scoprire tute le sue (mille) buone qualità. Devo ammettere che sul lavoro incute un po' di paura in principio, perchè sembra serissimo e molto molto professionale. Ma poi sorride con il suo sorriso bianchissimo da pubblicità del Colgate e anche solo guardandolo negli occhi si capisce che è tutt'altra persona. O che è entrambe le persone, ma che sa quando decidere di essere l'una e l'altra. È discreto e capace di starti accanto quando ne hai bisogno senza necessità di domande nè di spiegazioni, semplicemente con un gesto, una parola, un sorriso. Dice di sè che è "arido" ed anche se in effetti non postrei definirlo un ragazzo coccoloso, sa essere presente quando più bisogno si ha di lui. Mi mancheranno le chiacchierate e le risate, le ore passate fuori dal mio portone in piena notte a raccontarci un po' le nostre paure per il futuro, i nostri pensieri, le nostre opinioni sui temi più disparati. Dani è stato anche il mio compagno ufficiale di shisha (non ricordo come si chiama in italiano): un giorno dovrò insegnargli a giocare a tavli e allora i nostri pomeriggi/serate di relax saranno perfetti.
The gym team: Qui ci sarebbe un po' troppa gente da nominare, ma non posso evitare di parlarne almeno brevemente proprio perchè, come ho detto prima, non voglio dimenticare nessuno. Fra le monitrici devo assolutamente citare Idola (MIchaela) e Gabinator (Gabi), due donne incredibili, non solo per i loro fisici ma anche per la bravura e la passione con sui svolgiono il loro lavoro in palestra, So che le mie parole sembrano quelle di un'invasata dell'esercizio fisico, ma vi assicuro che, quando vivi in un posto dove la maggiranza delle giornate sono grigie e piovose, hai bisogno di trovare le energie per non abbatterti facendo qualcos'altro. Grazie a Idola e Gabi ho trascorso molte ore in compagnia delle mie amiche facendo qualcosa di diverso dal mangiare e liberandomi dalla tristezza, l'angoscia, la stanchezza, lo stress o qualsiasi altro sentimento negativo. Per questo le ringrazio e mi emoziono un po' quando ricordo che entrambe ci hanno salutato con tristezza, dicendoci che non ci avrebbero dimenticate. Per quanto riguarda il personale della palestra invece, devo assolutamente dire due parole su Carmen, che tutti i giovedì e i venerdì mi faceva sorridere. Capelli corti rossi come il fuoco è mamma di una ragazza di una ventina d'anni il cui padre è un italiano e di un bimbo dolcissimo con i capelli ricciolosi a palla il cui babbo invece è ganese. Carmen è simpatica e testarda, molto schietta e divertente: aveva sempre una parola carina per me e le piaceva che ci fermassimo al bacnone a chiacchierare in un mix divertentissimo di italiano e tedesco.
(to be continued...)