alza la corolla verso il sole

martedì, novembre 06, 2007

Di templi, giardini zen e minoranze giapponesi

De templos, jardines zen y minorías japonesas (próximamente)

Düsseldorf è molto piu grande di quel che sembra a prima vista. Probabilmente ci sono un sacco di quartieri nei quali uno non andrà mai a meno che non ci viva e suppongo che anche la vasta periferia industriale aiuti la città a raggiungere (con tutto l'interland) il millione e duecentomila abitanti. Ma l' urbe in sè, quella che è la Düsseldorf delle cartine che compri il primo giorno per orientarti, ha 670.000 abitanti. Di cui 7.000 sono giapponesi. Non sto scherzando. 1 abitante su 100 qui è giapponese. Lo dico e quasi non ci posso credere. Perchè in effetti di giorno non li vedi. Escono dall'ombra la sera, con i loro completi da ufficio, quasi tutti eleganti e professionali, alcuni con tutta la famiglia -inclusi bei bimbi giapponesini-, altri soli, altri ancora in gruppo con i colleghi. In una città dove c'è una tale quatità di giapponesi non è sorprendente trovare ad ogni angolo (o quasi) ottimi ristoranti giapponesi per tutte le tasche, che -poichè pullulano di autoctoni del Sol Levante- sembrano essere di buona qualità. Proprio dietro casa mia ce ne sono due che sono una meraviglia: uno si dedica solo al sushi, l'altro è specializzato in zuppe. E quando entri, oltre a vedere riviste giapponesi per i clienti, ti ritrovi circondato di occhi a mandorla e da cuochi che cucinano in piena sala, dietro ad un bancone che i clienti soli possono comodamente usare come tavolo per mangiare. L'arrendamento è piuttoto minimal, in legno scuro. La musica invece molto spesso è latinoamericana o jazz... immagino che ai giapponesi veri evidentemente vada di più ascoltare questi generi che la musica del loro paese natale o quella, inascoltabile in molti casi, tedesca. 

 Quello che mi ha sorpreso di più però non è stato il numero di ristoranti quanto l'esistenza di un vero e proprio angolo di Giappone a Oberkassel, quartiere piuttosto elegante ad ovest del Reno. Domenica ho quindi scoperto che, attorno al centro di cultura giapponese, si estende un meraviglioso giardino zen, con ginkgobilobe dalle foglie a ventaglietto dorato, fontanelle di bambù, piccoli stagni con ponti di pietra grigia, gong coperti da piccole pagode e... un templio buddista. Al piano terra del centro si può anche visitare una rirpoduzione di una tipica casa giaponese tradizionale... e quando si entra ci si sente come in un cartone animato, di quelli in cui i bimbi entrano in casa aprendo una porta di carta bianca e si tolgono le scarpe per poi inginocchiarsi vicino al tavolo bassissimo e mangiare a quattro palmenti con le bacchette. E se non è sufficiente questo per fare immergere il visitatore in un'atmosfera surreale, basta farlo scendere al piano sotterraneo, dove una mostra di complicatissimi origami di tutte le dimensioni lo attende per fargli dimenticare definitivamente che si trova a Oberkassel, Düsseldorf, Germania.

Versión española (casi acabada)

Düsseldorf es mucho más grande de lo que parece a primera vista. Probablemente hay muchísimos barrios a los que uno no irá nunca a  menos que no viva en uno de llos, y supongo que la vasta periferia industrial ayude la ciudad a rozar (con todo lo qu ela rodea) el millón y doscientosmil habitantes. Pero el "urbe" en sí, la Düsseldorfde los mapas que te compras el primer día que llegas para orientarte, tiene 670.00 habitantes. De ellos, casi 7000 son japoneses. No estoy bromeando. 1 habitante cada 100 aquí es japones. Y me soprendo yo también al decirlo. Salen de la sombra por las noches, con sus trajes y sus corbatas, casi todos elegantes y profesionales, algunos con toda la familia -incluidos unos monísimos niñujos con ojitos de almendra-, otros solitos, otros en grupo con sus compañeros de trabajo. En una ciudad donde hay tanto japonés, no es sorprendente encontrar en cada esquina (o casi) restaurantes japoneses para cualquier tipo de bolsillo y que, como están llenos de autóctonos del país del Sol Naciente, tienen pinta de ser de muy buena calidad. Justo detrás de mi casa hay dos, que están genial:  uno está especializado en sopas, el otro en sushi. Y al entrar, se ven en seguida las revistas japonesas para los que quieran hojear algo minetras comen... Es raro estar rodeado de hojos de almendra y cocineros que lo hacen todo a la vista, detrás de una barra en la que comen los adventores que llegan solos. Los interiores son minimalistas, en madera oscura y la música es latinoamericana o jazz... quizás a los japoneses les gusten más estos generos que los típicos de sus tierras o la música alemana, qu eprefiero no comentar. 

Lo que más me sorpendió sin embargo no fue el número de restaurantes sino la existencia de un verdadero rincón de Japón en Oberkassel, barrio bastante elegante al oeste del Rin. El domingo descubrí que, alrededor del centro de cultura japonesa, se extiende un maravilloso jardín zen, con gingkobilobas de hojas como pequeños abanicos dorados, fuentes de bambú, arrecifes con puentes de piedra gris, gong cubiertos por pequeñas pagodas y... un templio budista.

postato da slinchogled 09:41 | commenti (11)