alza la corolla verso il sole

giovedì, ottobre 18, 2007

Tra viaggi, lingue straniere ed ufficio... (versione definitiva)

Entre viajes, idiomas extranjeros y oficina... (versión definitiva)

Carissimi, scusate il ritardo nell'aggiornamento ma qui gli impegni vanno accumulandosi e stare al computer più delle 7 ore giornaliere che mi toccano in ufficio non è mia intenzione.

Innanzitutto vi diletterò con un abreve cronaca del nostro viaggio, soffermandomi in particolare sui (mitici) giorni dell'andata e del ritorno, ossia su venerdì e domenica. Ci tengo a precisare che, poichè eravamo sei i gagliardi che si apprestavano ad avventurarsi per le lande belghe, abbiamo deciso di prendere un macchina di quelle che ha due sedili in piu nella parte del portabagagli, in modo da stare tutti assieme e spendere meno. Giunti alla Sixt (compagnia di car-renting) ci hanno subito detto che avevano a disposizione una Volkswagen Turan in offerta che faceva proprio al caso nostro: 200 euro per tre giorni, soldi che, ripartiti fra sei persone, risultavano essere pochi. Supercontenti ci prendiamo sta Turan e mentre concludiamo il contratto la ragazza (tipica biondina magra con capelli lisci raccolti in un concio) ci butta lì questa frase (che avremmo poi ricordato per tutto il fine settimana): "L'auto funziona a Erdgas [NdR non so cosa sia, forse metano...], è un problema?". E noi rispondiamo prontamente "No no! basta che ci dia una cartina dove appaiano i benzinai che lo distribuiscono!". Alché con sorriso affabile l'impiegata ci avvisa che abbiamo un favoloso GPS installato in macchina e che basterà introdurre le magiche parole "Erdgas Tankstelle" perchè ci appaiano sullo schermino quelle piu vicine a noi. Ancor più soddisfatti della nostra scelta, ce ne andiamo tronfi al garage: l'auto è bella e spaziosa, il viaggio si preannuncia una passeggiata.

Vi anticipo sin d'ora che da Duesseldorf a Bruges ci vorrebbero sulle tre ore e qualcosina. Noi ci abbiamo messo 7 ore. Immagino che ne dedurrete che abbiamo avuto qualche problema tecnico, traducibile in "O il GPS non funziona o non esistono benzinai che distribuiscano Erdgas sulla nostra strada". Nonostante per un breve momento abbiamo riposto tutte le nostre speranze nel fatto che il GPS non fosse aggiornato e che per questo non ci indicasse un benzinaio di Erdgas ad una distanza minore di 100 kilometri (ossia in Germania), la cruda realtà era un'altra. E qui comincia una breve lezione sulle auto a gas. Esistono auto che vanno a LPG già da alcuni anni, ragion percui i benzinai che distribuisocno questo tipo di gas sono molti, direi quasi tutti. Ciò nonostante l'Erdgas (o -in spagnolo- gas naturale e -in italiano-, suppongo, metano) è una cosa diversa, è (a dire di tutti coloro che abbiamo interpellato nelle aree di servizio di mezzo Belgio) il carburante del futuro, ma io aggiungerei che è così futuro che non lo si trova da nessuna parte: è, insomma, fantascientifico. E se in Germania si trova da qualche parte, in Belgio non esiste proprio, o come ci ha sveltao un simpatico belga nell aperiferia industriale di Bruges "Here in Belgium you can drive all through the country and you'll never find this gas!" [Qui in Belgio puoi attraversare il paese in macchina e non troverai mai questo tipo di gas]. Potete immaginare il trauma da noi subito, l'indignazione provata dopo che, scoperta l'esistenza di due tipi di gas e del fatto che noi avevamo bisogno di quello che non si trovava da nessuna parte, abbiamo scoperto che il nostro deposito della benzina (per le emergenze) poteva contenere al massimo 12 litri. Abbiamo scagliato maledizioni di ogni genere contro la biondina sciapa del Sixt, le abbiamo augurato le peggio cose per due giorni interi ed abbiamo viaggiato alla velocità massima e costante di 100 km/h fermandoci una volta all'ora per fare benzina. Una festa insomma. E quello stesso giorno, ossia il venerdì, giunti con 3 ore di ritardo a Zeebrugge, frazione di Bruges dove avevamo fatto una prenotazione in un hotel superconveniente, ci siamo anche resi conto che Zeebrugge era il posto più brutto che avevamo visto in tutto il giorno. Un polo industriale attaccato a un porto  in cui vengono scaricati centinaia di containers di tutte le merci possibili ed immaginabili. Il nostro piccolo hotel si scorgeva in lontananza e con difficoltà, dietro spettrali rimorchi di camion di qualsiasi nazionalità, sito nel mezzo di una sorta di spiazzo al lato del quale troneggiavano due benzinai enormi atti all'accesso dei tir. Acciocchè nessuno si preoccupi, ci tengo a precisare che non ci è successo nulla, il posto era sicuro, noi arrivavamo in macchina diretti davanti alla porta dell'hotel (che non era manco male se calcolate che una stanza per tre costava 35 euro)  e ce ne andavamo la mattina presto per raggiungere le nostre mete vacanziere. Però ci tenevo a dirvi dove siamo finiti per farvi comprendere con che spirito abbaimo iniziato la nostra avventura belga.

Ora che dirvi del Belgio? Innanzitutto la gente è molto più simpatica ed accogleinte di quel che pensavo. in secondo luogo si mangia molto meglio di quel che avrei mai immaginato (e non mi riferisco solo alla cioccolata e alle patate fritte - vi giuro DELIZIOSE!- per cui il Belgio è famoso). In terzo luogo Bruges è a dir poco stupenda, quindi chi non l'ha mai visitata ci faccia un pensierino!

Dopo tanta emozione positiva, mi tocca introdurre un piccolo avvertimento: la gente è adorabile, ma i poliziotti no. Sabato sera abbiamo infatti assistito ad uno dei pestaggi più rapidi e violenti che io abbia mai visto e vi assicuro che ci sono propri rimasta male. Due ragazzi, palesemente strafatti di qualcosa di accelerante e in cerca di rogne, sono stati buttati fuori da un locale. Gli omaccioni che li avevano più o meno gentilmente messi alla porta non li hanno toccati con un dito (si sono limitati a prenderli di peso e "appoggiarli fuori"), hanno poi chiamato con i loro walkie talkie la polizia, che è arrivata in -vi giuro!- 3 minuti e si è messa a parlare con i due fattoni. Io in principio ero allibita dalla grande organizzazione e umanità belga, già dicevo ai miei compagni di viaggio "sì, se fossimo stati in Italia i buttafuori li avrebbero sfracassati di botte e i poliziotti manco sarebbero arrivati". Ciò nonostante nel giro di poco mi sono dovuta ricredere: entrambi i ragazzi, quasi di punto in bianco, sono stati atterrati con mosse che a me hanno ricordato il Wrestling americano, con la differenza che -spiaccicando loro la faccia per terra-, gli agenti li hanno feriti e quando li hanno ammanettati e tirati su di peso, i due cercarogne avevano mezzo viso sfatto e sui sanpietrini era rimasta un bella chiazza di sangue. Non so cosa abbiano detto o tentato di fare i due per suscitare tali ire da parte dei poliziotti, ma non mi faccio una ragione dell'uso gratuito di tanta violenza...

Il viaggio di ritorno domenicale, iniziato con una visita ad Anversa (molto carina davvero!), ci ha fatto odiare la nostra macchina ancor di più che quello d'andata. Perchè arrivati in Germania, quando mancava un'oretta alle 21, ora di consegna del mezzo, fermatici all'ennesima area di servizio, ci è successa un cosetta simpatica. Stavamo seduti in macchina, Roberto era sceso a fare benzina. Ad un certo punto qualcuno dice "Mmm, che puzza di benzina!" e qualcun altro ridendo risponde "Adesso mi sballo con l'odore". Nel frattempo notiamo una macchina della polizia che passa e ci guarda, il pakistano dell'area di servizio che, dalla finestra accanto al bancone ci fissa e uno di noi fa "siete dei paranoici, vi pare che tutti debbano stare lì a guardare noi?!". Senonchè Roberto si affaccia al finestrino da fuori e con espressione di flasa tranquillità ci dice "potreste uscire un attimo dalla macchina?". Il panico si diffonde: io cerco di saltare fuori dalla macchina senza essermi tolta la cintura di sicurezza; colui che stava seduto dietro di me nella zona bagagliaio quasi mi monta sulla schiena a mo`di koala; gli altri raggiungono il bar dell'area di servizio in 30 millesimi di secondo. Sotto la nostra macchina si vede estendersi una pozzanghera di benzina di almeno 4 litri.

Spostiamo subito la macchina (a mano) e ci guardiamo tutti in faccia, esausti, stressati, senza la minima idea di cosa dovessimo fare. A quel punto subentra nelle nostre vite un eroe: il pakistano. Quest’uomo, scuro di carnagione, tappo, con inconfondibile baffo pakistano e accento strambo nel suo tedesco piuttosto rodato, ci ha salvati. Non solo perchè non ci ha abbandonati alla nostra sorte, ma anche perchè ha fatto di tutto perchè le cose andassero nella migliore delle maniere. Ha chiamato la Sixt spiegando che, per ragioni ignote, la macchina sembrava essersi guastata; dopodichè ha telefonato al meccanico per le emergenze su autostrada, che era un tedescone amico suo, e ci ha rincuorato, spiegandoci che grazie al suo amico avremmo potuto evitare di pagare multe etc. a causa del guasto o del ritardo nella restituzione dell’auto.

Il mecánico è arrivato dopo più di mezz’ora, ma è stato adorabile, ci ha detto che non saremmo esplosi nell’auto e ci ha spiegato un paio di dettagli dei quali non eravamo assolutamente a conoscenza:

1.    In Germania quando affitti una macchina dovresti sempre dire se pensi di andare all’estero, perchè l’agenzia ti deve dare un foglietto speciale acciocchè tu sia coperto dall’assicurazione anche in caso di incidente all’estero. 

2.      Grazie a Dio la polizia che ci era passata accanto non si era accorta della copiosa quantità di benzina che perdevamo, giacchè in Germania la multa per inquinamento ambientale è di 300 euro!

Il simpatico meccanico, dopo averci detto “Zitti come pesci riguardo al fatto che siete usciti dal confine tedesco. Voi per la Sixt non siete mai stati in Belgio, chiaro?”, ci ha salutati assicurandoci che, se avessimo –FINALMENTE- riempito il serbatoio di Erdgas non saremmo saltati in aria. Mentre percorrevamo gli ultimi 9 kilometri della nostra avventura abbiamo saggiamente cancellato ogni traccia del viaggio dalla memoria del GPS ed introdotto le magiche parole “Benzinaio Erdgas”.

Il primo benzinaio che abbiamo incontrato sulla nostra strada era chiuso e l’unica macchina per pagamento con carte di credito non accettava le nostre (macchina razzista, accettava solo le carte di banche tedesche e nessuno di noi si era portato la sua...). Il successivo benzinaio papabile si trovava in città... senonchè mentre ci avvicinavamo alla meta il GPS è impazzito.

Dopo avere fatto tre volte il giro dello stesso isolati, con gli occhi fuori dalle orbite e stanchi morti, 5 minuti prima delle 23, ora in cui la Sixt chiudeva, abbiamo chiamato ed abbiamo scongiurato che ci dessero un indirizzo di un benzinaio che avesse il fottuto Erdgas.

È così che finisce la mia storia: con un gruppo di sfigati che riempiono di Erdgas il serbatoio di una macchina che odiano, mentre temono che esploda e che le future generazioni di borsisti parlino di loro come di una leggenda metropolitana “Gli unici borsisti ICEX che, nel tentativo di fare una gita in Belgio, sono morti slatando in aria”.

Inutile dirvi che quando abbiamo lasciato la macchina nel parcheggioci è parso di lasciarci alle spalle una maledizione. E l’Erdgas sarà anche il carburante del futuro, ma io non riaffittero una macchina così per i prossimi 30 anni.

Versión española

Queridísim@s:

 

Perdonad el retraso en la puesta al día de la sección española, pero aquí las cosas que tengo que hacer van acumulándose y estar delante del ordenador más que 7 horas diarias (que ya me tocan en la oficina) no es mi intención.

 

En primer lugar os alegraré el día con una crónica de nuestro viaje, hablándoos con más detalle de los (míticos) días de la ida y de la vuelta, o sea del viernes y del domingo. Es importante especificar que, como éramos seis los majetes que se preparaban a aventuras por las llanuras belgas, decidimos alquilar un coche de loso que tienes dos asientos más en la zona maletero, de forma que pudiésemos estar todos juntos y gastarnos menos. En cuanto llegamos a Sixt (compañía de alquiler de coches), nos dijeron que tenían una volkswagen turan descontadísimo que justo parecía ser lo ideal para nosotros: 200 euros para tres días, dinero que, repartido entre seis, nos pareció ser muy poquito. Superfelices nos llevamos la turan y mientras concluíamos el contrato con la chica (típica rubita delgada con pelo lacio recogido en un moño) nos suelta ahí esta frase (que en los días sucesivo habríamos recordado a menudo): “El coche funciona con Erdgas [no se que sería en español, quizás gas natural], es un problema?”. Y nosotros contestamos en seguida “No, no, qué va!Con que no déis un mapa donde aparezcan las gasolineras de Erdgas nos vale”. Os podéis imaginar lo feliz que estábamos cuando ella nos dijo sibilina “Podréis encontrar toda la información en vuestro GPS. ” Teníamos GPS. Nos sentíamos los futuros reyes de la carretera. Y con uintroducir las mágicas palabras “Tankstelle erdgas” habríamos encontrado la fuente de nergía para nuestro lindo cochecito. Encantados con nuestra elección, nos dirigimos al garaje: el coche era guapo y grande, el viaje se preanunciaba un paseito.

 

Os digo desde el principio que de Düsseldorf a Bruges un coche normal conducido por gente normal tarda tres horas y algo. Nosotros tardamos 7 horas. Imagino que ya habréis intuido que tuvimos algún problemilla de naturaleza técnica, traducible en “O el GPS no funciona o no existen gasolinera de Erdgas a lo largo de nuestro recorrido”. Hubo un momento en el que esperamos que el GPS no estuviese puesto al día y que por eso no resultaran gasolineras útiles a menos de 100 km de distancia. Pero la realidad era otra y mucho más amarga. Y aquí empieza una entretenida clase sobre coches que funcionan con gas. Desde hace unos años, existen coches que van a LPG, gas que podréis encontrar en casi todas las gasolineras. Sin embrago el Erdgas (gas natural) es otra cosa, es (como nos dijeron todos los que encontramos en las áreas de servicio de media bélgica) el carburante del futuro, pero yo añadiría que es tan futuro que no se encuentra en ningún lugar: es, en fin, ciencia ficción. Y si en Alemania se encuentra en algún lugar, en Bélgica simplemente non existe, o como nos reveló un simpático camionero en un la periferia industrial de Brujas “You can drive all through the country and you Hill never find this gas!”. Podéis imaginaros el trauma que subimos, la indignación que probamos después que, entendido que existían dos tipos de gas, no enteramos de que necesitábamos el gas imposible y que además en nuestro microtanque para la gasolina “normal” (en caso de emergencias) sólo cabían 12 litros. Le maldecimos a la rubita del Sict en varios idiomas, y seguimos nuestro viaje a la velocidad constante de 100 Km/h, parándonos cada hora para echar gasolina. Toda una fiesta vamos. Y aquel mismo día, o sea el viernes juntos tres horas tarde a Zeebrugge, fracción de Brujas donde habíamos reservado un hotel baratísimo, nos enteramos que Zeebrugge era el lugar más feo que hubiésemos visto en todo el día. Un polo industrial al lado de un puerto hub en el que se carga y descarga todo tipo de mercancías recogidas en containers de cualquier tamaño. Nuestro pequeño hotel se vislumbraba a lo lejos y con dificultad, escondido entre espectrales remolques de camiones, rodeado de gasolineras inmensas, pensadas para los truck-drivers de medio mundo. El hotel estaba bien por lo barato que era, pero bueno, eso os lo conté para que entendieseis con que espíritu empezamos el viaje aquel bendito viernes.

 

Ahora que deciros de Bélgica? Primero: la gente es extremadamente amable, un encanto de verdad. Segundo: se come genial, mucho mejor de lo que pensaba (y no hablo sólo de patatas fritas y chocolate, especialidades famosas en todo el mundo). Tercero: Brujas es una perla, preciosa, con lo cual quién todavía no la visitó debería pensárselo!

 

Después de tanta emoción positiva, tengo que introducir un a pequeña advertencia: la gente es muy amable pero los policías no. El sábado por la noche vimos como le pegaban una paliza alucinante a dos chicos, la peor paliza a la que yo haya asistido en mi vida.  Y os aseguro que me quedé sin palabras. Si los tíos cúbicos que sacaron de un local a los dos chicos (superacelerados por algún tipo de droga) no les hicieron ni un rasguño, los policías les aterrizaron de repente, con golpes que recordaban en wrestling, y al llevárselos dejaron un charco de sangre. Las caras de los chicos no os las comento, porque os aseguro que todo tenían menos que buena pinta... Y imaginaos que en principio, al ver lo rápido que llegaba los policías al mínimo disturbio, ya me había puesto solidaria con ellos y crítica con las fuerzas del orden (casi siempre ausentes) italianas.

 

El viaje de vuelta dominguero, empezado con una visita a Amberes (muy mona!), nos hizo odiar todavía más nuestro coche. Porque llegados a Alemania, cuando faltaba una horita a la consigna del coche, al paparnos a la octava o novena gasolinera, nos pasó algo bastante chungo. Estábamos sentados en el coche, Roberto se había bajado a echar gasolina y un coche de la policía acababa de superarnos mirándonos con curiosidad.  Lo cierto es que también el pakistaní que trabajaba en la gasolinera estaba mirándonos a través de las cortinas, y cuando alguien se lo comentó a los demás la respuesta general fue algo en plan: “No te vuelvas paranoico, porque todos deberían estar pendientes de nosotros?”. Sin embargo -cuando  un fuerte olor a gasolina empezó a llenar el coche y no se quién se puso a reír diciendo “Menudo viaje virtual me voy a pegar con este olor”-, Roberto ya estaba asomándose a la ventanilla y con cara de falsa tranquilidad nos dijo “Señores, podrían salir un momento del coche?”. Y el pánico se difundió: yo intenté salir del coche sin quitarme el cinturón, el pobre hombre que estaba sentado en los sillones de maletero se me subió a la espalda como un koala, los demás llegaron a 100 metros de la pompa en 2 segundos netos.

Por debajo de nuestro coche había un charco de gasolina que iba claramente alargándose.

Movimos el coche en seguida (empujandolo a mano) y nos miramos todos a la cara, exhaustos, estresados, sin la menor idea de que debíamos hacer. Entonces apareció en nuestras vidas un heroe: el pakistaní. Este hombre, de encarnado oscuro, enano, con inconfundible bigote pakistaní y acento raro en su rodado alemán, nos salvó. No sólo porque no nos abandonó a nuestro destino, sino también porque hizo todo lo que estaban en su poder para que las cosas nos fueron lo mejor posible. Llamó a Sixt, explicandoles que, por razones desconocidad, el coche parecía haberse estropeado; luego llamó al técnico para las mergencias en autopista, que era un alemanón amigo suyo, y nos ha tranquilizado diciendonos que, gracias a su amigo, podríamos evitar pagar multas debidas al retraso en la devolución del coche o al fallo que podía haber occurido en ello.

El mecánico llegó después de una media hora, pero se portó de forma adorable, nos dijo ue no habríamos explotado y nos explicó un par de detalles de los que no estabamos exactamente al tanto:

1. En Alemania cuando alquilas un coche deberías siempre decir si piensas irte al extranjero, porque la agencia tiene que darte una hojita especial de modo que el seguro te cubra en caso de accidente fuera de Alemania.

2. Gracias a Dios la policia que había pasado a nuestro lado no se había enterado de la gran cantidad de gasolina que perdíamos: en Alemania la multa por contaminación medioambiental aquí es de 300 euros!

El simpático mecánico, después de decirnos "Callaos y cerrad el pico a la hora de hablar de vuestro viaje: vosotros nunca estuvisteis fuera de l afronetra alemana, entendido?", nos saludó asegurandonos que, si hubieemos -POR FIN- llenado el tanque de Erdgas no habríamos saltado por los aires. Mientras recorríamos los últimos 9 kilometros de nuestra avebtura borramos sabiamente todo rastro de nuestro viaje de la memoria del GPS y introducimos las mágicas palabras "Gasolinera Erdgas".

La primera gasolinera que encontramos estaba cerrada y la única manera de pago posible era la que se efectúa en unas maquinitas con la (aquí dicha) EC Karte, o sea la tarjeta de un cualquier banco alemán. Por supuesto la puta maquinita no aceptaba ninguna de nuestras crats de crédito (racista!). La sucesiva gasolinera útil se encontraba ya en Düsseldorf centro... sin embargo al acercarnos a la ciudad, el GPS se volvió loco.

Después de haber dado tres veces la vuelta de la misma manzana, con los ojos desorbitados y muertos de cansancio, 5 minutos antes de que tocaran las 23 -hora en la cual cierra Sixt-, llamamos y les rogamos que nos dieran la dirección de una gasolinera que tuviese el jodido Erdgas.

Y es así que se acaba nuestra historia: con un grupo de tontolones que llenan de Erdgas el tanque de un coche qe odian, mientras tienen miedo a que explote y que las futuras generaciones de becarios hablen de ellos como de una leyenda urbana "Los únicos becarios ICEX que, en el intento de hacer una excursión en Belgica, murieron saltando por los aires".

Es inutil deciros que, cuando dejamos el coche en el parking, nos pareció quitarnos de encima una maldición. Y el Erdgas será el carburante del futuro, pero yo no tengo pensado alquilar otro coche así a lo largo de los próximos 30 años.

 

postato da slinchogled 14:50 | commenti (7)

mercoledì, ottobre 10, 2007

Tanti piccoli progetti per fuggire dal grigiume

Muchos pequeños proyectos para escaparme de la griséz (lo sé,  no se puede decir, pero yo me lo invento!) [le versión española sigue a la italiana]

Carissimi e carissime:

Ci sono varie nuove di cui vorrei informarvi.... anche se alla fine, dopo avere passato una buona mezz'ora a leggere i report dei miei ex (sniff!) compagni di classe sparsi per il mondo in paesi ESOTICISSIMI, qualsiasi cosa io vi racconti mi sembra rasentare la banalità. In ogni caso, e stavolta cercherò di non perdere il filo!- oggi mi iscrivo a un corso di portoghese e in palestra, alè! 

A fare le ginniche ci dovremmo andare in gruppo, io e le altre borsiste, anche se già temo il lento abbandono dei buoni propositi da parte delle mie compagne d'avventure... e alla fine ti ritrovi sempre ad andarci da sola in plaestra, ma vabbè, meglio di nulla... Per quanto riguarda il corso di portoghese invece, io e Brenda (borsista di origini argentine) abbiamo telefonato alla associazione che lo organizza e ci hanno detto che se accediamo al corso di primo livello muoriamo di noia (in spagnolo si dice "annoiarsi come delle ostriche"!), per cui oggi ci fanno provare quello di secondo: sono già emozionata!

Se qualcuno si sta domandando che fine ha fatto la mia (malata) passione per il turco, beh, non illudetevi, non l'ho abbandonata! Mi iscriverò anche a turco, solo che ancora non so se mi lasciano perchè i corsi sono già iniziati i primi di settembre... :-(

Ultima novità dalla grigia Germania: venerdì me ne vado nel grigio (tanto per cambiare) Belgio, in gita di tre giorni (venerdì è festivo qui) con alcuni compagni d'ufficio. Anversa, Bruges e Bruxelles dovrebbero essere le città il cui suolo toccheremo con i nostri germanici piedini. Ovviamente al mio ritorno vi raccontero per bene com'è andata!

Y la versión española para mis querid@s:

Queridos y queridas:

Hay varias novedades de las que me gustaría informaros.. aunque al final, después de haberme tirado media hora o más leyendo los reports de mis ex (sniff!) compañeros de clase espargidos por el mundo en países EXOTICÍSIMOS, cualquier cosa os cuente  me parecerá resultar aburrida. De todas formas, -e intentaré no perder el hilo otra vez- hoy me apunto a clases de portugués y al gimnasio!

A hacer la deportivas deberíamos irnos en grupo, unas becarias y yo, pero ya me temo que, después del pirmer entusiasmo, la pereza se apodere de mis compañeras y me toque una vez más, como siempre me pasa, irme al gimnasio solita... pero bueno, mejor que nada...Por lo que se refiere al curso de portugués, brenda (becaria de origen argentino) y yo hemos llamado la asociación que lo organiza y nos dijeron que no vamos a empezar desde el nivel 1 porque nos aburririamos como una ostras, con lo cual hoy vamos a intentar acceder al curso de segundo nivel: ya estoy emocionada!

Si alguien está preguntandose donde haya acabado mi (enfermiza) pasión por el turco, pues, no os iludáis, no la abandoné! Me apuntaré a turco, lo único es que como los cursos ya empezaron desde hace más de un mes, no sé si me dejan matricularme ahora.. :-(

Última novedad desde la grís Alemania: el viernes me voy a la grís (para variar..) Bélgica, en excursión de tres días (viernes aquí es festivo) con algunos compañeros de la oficina. Amberes, Brujas y Bruselas deberían ser las ciudades cuyo suelo pisarán nuestros pequeños pies germanicos. Por supuesto a la vuelta os contaré como nos ha ido!

postato da slinchogled 16:00 | commenti (5)

giovedì, ottobre 04, 2007

Da Düsseldorf con amore

Desde Düsseldorf con amor (la versión española sigue a la italiana)

Miei amati, dopo mille anni di silenzio, dovuto a scazzo, poco o troppo da raccontare, incapacità di raccontarlo, eccomi qui. E come avrete dedotto dal titolo vi sto scrivendo dalla Germania, dove -INCREDIBILE!!- un raggio di sole sta illuminando l'edificio che si staglia di fronte alla mia finestra. Il mio posto in questo ufficio (del quale non vi ho detto nulla finora) è quello di borsista del Dipartimento di Moda e la mia scrivania (bella grande e già piena di dossier) è vicina a quella di Carolina, borsista di Habitat (arredamento, piastrelle etc.) molto ma molto simpatica. La città in sè e per sè non è nè bella nè brutta. Credo che col tempo scoprirò quali sono gli angoli nascosti che più mi piacciono e già da ora posso dirvi che uno dei posti che mi hanno emozionata è il lungo fiume. Il Reno è grande e di un colore azzurro grigio un po' triste che, effettivamente, si sposa con il grigio del cielo tedesco. Eppure passeggiare lungo le rive passando davanti ai numerosissimi caffè che ci sono non è deprimente, anzi. Magari non ti mette l'allegria in corpo, ma ti fa venire voglia di respirare a pieni polmoni e ascoltare il rumore dell'acqua. Chi è nato in una città di mare sa di che tipo di sensazione sto parlando, no?

Ho trascorso il fine settimana immersa nei preparativi: il mio piccolo appartamento era un po' spoglio e così ho dedicato il sabato alla "missione ikea". Io e altre compagne d'ufficio e d'avventure siamo partite all'ora di pranzo con un trenino che ci ha portate a 100 metri dall'entrata... e grazie a Dio stavamo a 100 metri dalla stazione, perchè il ritorno è stato tragicomico: fra cestini della spazzatura nuovi e stendini, chili di candeline e lenzuola, tende della doccia (con bastone incuso!), cuscini e arnesi da cucina, siamo tornate a Duesseldorf in uno stato pietoso. La serata di sabato è stata piuttosto tranquilla perchè il giro (interminabile) da ikea mi aveva un po' strematao e soprattutto perchè sapevo che domenica me ne sarei andata in gita con Marcela e Jochi (una coppia di amici che vive a mezz'oretta da Duesseldorf). Meta dell'escursione: le rive del Reno, affiancate da paesini carini (e piuttosto fighetti) a nord di Duesseldorf. Il sole ci ha riscaldati per tutta la domenica e la lunga passeggiata mi ha fatta ritornare a casa con una gradevole sensazione di stanchezza "sana". Per premiarmi mi sono quindi regalata una cena con i borsisti  compagni di sventure: a cinque minuti da casa mia c'è un ristorante giapponese MERAVIGLIOSO, che prepara delle zuppe enormi e deliziose. C'è talmente tanta gente che vuole mangiarci che bisogna stare in fila indipendentemente dall'ora in cui si arrivi. Ciò nonstante devo ammettere che l'attesa è quasi sempre breve e che alla fine il lauto (e molto conveniente in termini economici!) pasto premia la pazienza.

Che altro posso dirvi per concludere questa breve cronaca? La mia capa non c'è: reduce da una settimana fuori Duesseldorf per seguire non so bene che evento, ora si è ammalata ma probabilmente domani si farà viva.  Mi dicono di lei che è una stackanovista indefessa, che esige puntualità e che insegna un sacco di cose ai borsisti a lei assegnati, perchè le piace dare loro incarichi interessanti e, nei limiti del possibile, di certa responsabilità. Le mie compagne di lavoro mi hanno anche detto "Beh, con Montxe (NdR la mia capa) diciamo che... devi correre ecco... così le sembra che lavori di più... Quando  c'è lei in giro la gente corre per il corridoio!". Alcune borsiste un po'  "malvagie", che sono arrivate qui in gennaio e se ne andranno a fine dicembre, mi hanno detto "Montxe?! Beh, hai presente "Il diavolo veste Prada". Ecco, non proprio così ma a volte ci si avvicina". Non so davvero cosa aspettarmi, ma vi terrò informati. 

Para mis amigos españoles...

Mis queridos,

después de que muchos se quejaran porque mi blog sólo está escrito en italiano, decidí intentar la gran empresa: escribirlo en dos idiomas a la vez, traduciendo (más o menos) lo que solía publicar en italiano, para que todos puedan entender y reirse (o llorar) conmigo.

Por dónde empezar? Pues, os escribo desde la Oficina Económica y Comercial española en Duesseldorf, donde -INCREIBLE!!- un rayo de sol está iluminando mi escritorio. Aquí soy la becaria asignada al  Departamento de Moda y a mis espaldas se sienta Carolina, una chica muy pero muy maja que trabaja para el Departamento de Habitat.

La ciudad en sí no es ni bonita ni fea, supongo que, con el pasar del tiempo, descubriré cuales son los rincones que más me gustan. Ya os puedo decir que uno de los lugares que más me emocionó es la orilla del rio. El Rin es muy grande, de un color azul grís algo triste que se casa perfectamente con las tonalidades otoñales del cielo alemán. Sin embargo, pasear a lo largo de las orillas, mirando a los tantos cafés que las ocupan es todo menos que deprimido. Igual no podría definrila una actividad divertida, pero puedo deciros que me da ganas de respirar hondo y pararme a escuchar el sonido de las olas. Quién nació en una ciudad de mar sabe a que me refiero, verdad?

Pasé el fin de semana inmersa en los preparativos: mi pequeño piso tenía un adecoración un poco espartana y por eso dediqué el sabado a la "misión ikea". Unas compañeras de trabajo (y aventuras) y yo nos fuimos a la hora de la comida con un trenecito que nos llevó a 100 metros de la entrada... y tuvimos que darle las gracias a Dios, por que fué exactamente la cercanía entre el medio de transporte y el edificio a salvarnos cuando tuvimos que volver cargadas como burros. Entre tenderetes y nuevos cubos de basura, sábanas y cortinas de ducha (incluido el bastón!), almohadas y todo lo que se pueda necesitar en una cocina, nos arrastramos literalmente hasta el andén y montamos un espectáculo a la hora de entrar en el tren sin matarles a los pasajeros a golpes de bastón de la ducha y cojines. Como podréis entender, por la noche no hicimos nada loco, por que estabamos medio reventadas y yo, además, sabía que el domingo me esperaba una bonita excursión con mis amigos Marcela y Jochen. Destino: el campo en la zona norte de Duesseldorf, a lo largo de las orillas del río, en pequeños pueblos monísimos (y algo pijos también). El sol calentó nuestros hombros durante toda la tarde y el largo paseo me hizo volver a casa medio reventada pero una agradable sensación de cansancio "sano". Para premiarme, acabé el día cenando con los compañeros de beca en un restaurante japonés GENIAL, que está a cinco minutos de mi casa y sirve unas sopas enormes y riquísimas. La cantidad d egente inetersada en comer allí es tanta, que hay que ponerse en la cola independientemente de la hora en la que se llegue.  Sin embargo, tengo que admitir que la espera es casi siempre breve, y una vez acabado el rico (y barato) plato se agradece haber tenido algo de paciencia al principio.  

Qué más deciros para concluir mi breve crónica? Mi jefa todavía no está: después d euna semana pasada en el extranjero resolviendo no sé muy bién que asuntos, se quedó enferma y hará lo que pueda para volver mañana. De ella me dijeron que es una trabajadora imparable, estresada y hiperactiva, que exije puntualidad, pero enseña muchísimo a sus becarios, por que le asigna, en los límites de lo posible, encargos de cierta responsabilidad.  Mis compañeras de departamento me dijeron también "Pues, con Montxe (la jefa) digamos que... tienes que correr, eso es... así le va a parecer que trabajas más... Cuando ella está por aquí la gente corre por el pasillo!". Una becaria que llegó en enero y se irá en diciembre me dijo "Has visto "El diablo viste de Prada"? Bién, no es exactamente así pero a veces se le acerca...". En fín, no se que esperarme, pero os mantendré informados!

postato da slinchogled 16:11 | commenti (9)