alza la corolla verso il sole

giovedì, settembre 28, 2006

Da alcuni anni a questa parte il porto di Trieste e la zona di mare circostante si sono arricchiti di dei nuovi inquilini: delle meduse di dimensioni gigantesche, molto belle a dire il vero, con un diametro che varia dai 30/40 cm ai 60 o forse più. Il colore è sempre lo stesso: un bianchiccio trasparente con bordature lilla che potrebbero ricordare la frappa di un vestito. Credo che la prima volta che le ho viste fosse il Natale di 2 o 3 anni fa... si muovono lente, avvicinandosi al pelo dell'acqua e poi tornando ad immergersi per allontanarsi un po' dal molo. E' da allora che mi chiedo cosa ci fanno qui e perchè vengono in gruppi così numerosi.
L'altro giorno sono andata a vedere la barca del papà di una mia amica delle superiori e ce n'erano alcune lì, nel porticciolo dove la suddetta barca era attraccata. Allora ho pensato di chiedere a questo babbo marinaio per passione se sapesse il perchè di questo fenomeno che trovo affascinante e strano. Sapete qual'è stata la risposta? "Vengono qui a morire". E non stava scherzando. Mi è venuto un po' di magone pensando a questi esseri così belli che vengono a Trieste a morire. E se devo essere sincera ho istintivamente detto "beh, cos'altro devi venire a farci qui?". Dallo sguardo di risposta che ne ho ricevuto non credo di essere risultata molto simpatica.

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martedì, settembre 19, 2006

Dopo mesi e mesi di silenzio sono tornata. Ora che ci penso, ultimamente non faccio altro che "tornare", in generale. Sono tornata qui e sono tornata a casa. Anzi, dire "casa" in sè per sè non chiarisce moto cosa io intenda, percui sarebbe meglio dire che sono tornata a Trieste, nella casa dove vive mia madre e dove ho trascorso tutta la mia adolescenza. Essere tornata in questo edificio, in questo appartamento, in questa stanza non mi dispiace. Condividere la mia quotidianetà con la mia mamma neppure. Stare a Trieste un pochino sì. Non solo perchè non mi ci sono mai trovata proprio a mio agio, non solo perchè sono sette anni che non ci vivo e quindi io sono diversa, la città è diversa (ed un po' da me dimenticata), i miei amici non ci vivono più, ma anche perchè non ho un ruolo preciso qui. A quest'osservazione qualcuno potrebbe controbattere: "Beh, è così per chiunque ritorni, l'unica cosa che devi fare è rimboccarti le maniche e metterti a cercare qualcosa da fare lì, per iniziare tutto da capo". Ma le cose non sono così semplici. Io infatti qui non ci voglio cominciare nulla o per lo meno nulla di stabile. Perchèp se in un posto no vuoi rimanerci, la stabilità vera la devi rifuggire, devi rendere quel luogo il tuo imbo, nell'attesa di tornare in vita e solo allora realmente ricominciare. Questo è quello che sto facendo, aspetto. Ed intanto cerco di impiegare il mio tempo come meglio posso: cerco lavoretti temporanei, vado in palestra, facci opiccoli progetti di creatività che normalmente non riesco mai ad impiegare dato che ho troppo da afre e qualcosa devo pur trascurarlo... Non  fraintendete le mie parole, non sono depressa, nè veramente scazzata. Forse la parola migliore è pensierosa. Perchè se questo periodo di pausa coincidesse con il sapere che poi, in un dato momento, anzi inun momento ben preciso, avrò qualcosa da fare, qualcosa che so dove e come fare, beh, allora non mi lamenterei affatto. E benchè tutti mi dicano che è ovvio che in qualche momento avrò qualcosa da fare da qualche parte, aspettare di dare definizione a tutti gli elementi del periodo appena scritto mi mette in uno stato di relativa ansia. Quello che per ora ho veramente fra le mani sono due possibilità. O finisco a Madrid per sei mesi e poi da qualche altra parte del mondo per due anni a lavorare per  la camera di commercio spagnola oppure provo a farmi accettare a Salonicco a fare la lettrice di italiano. In realtà la prima opzione è quella che bramo da una decina di giorni a questa parte, cioè da quando ho avuto l'impressione di avere superato il secondo esame delle selezione, il che mi permetterebbe di accedere automaticamente alle terza ed ultima prova. Lo vorrei non solo perchè per tre anni non dovrei più preoccuparmi di cercarmi un impiego, non dovrei più dire a tutti "Ora on qui, far sei mesi ti faccio sapere perchè no lo so nemmeno io", ma anche perchè me ne potrei anadre inTurchia a lavorare per due anni nell'ambito del programma, coronando così  il sogno di imparare la lingua turca e di vivere un po' nel paese di cui ho letto fi troppo negli ultimi 3 anni. Staremo a vedere se questo 2006 mi porterà qualche novità positiva...

postato da slinchogled 11:02 | commenti (4)