alza la corolla verso il sole

lunedì, novembre 28, 2005

Oggi è stato un giorno abbastanza orrendo... però ho la forza di riderci su, anche perchè non posso negare che quando sono eccessivamente sfigata mi viene anche un po`da ridere e sdrammatizzo. Siamo arrivati in un momento dell'Anno Accademico in cui c'è veramente un sacco da fare e di questo, per carità, non mi lamento: sto molto meglio avendo cose da fare che standomene con le mani in mano. In ogni caso, il preambolo serviva a spiegare che mi sono svegliata fiera di me perchè era presto e sarei arrivata in biblioteca in tempo per poterci stare alemno 4 ore prima di andare a lezione (che ho nel pomeriggio). Mi alzo nel gelo della casa (non stiamo accendendo il riscaldamento), vado in bagno e mi accorgo che non c'è acqua calda... qui funziona con la bombola a gas, che quelli della società del gas ti fanno recapitare quando la solleciti. noi l'abbiamo sollecitata la scorsa settimana, ma per ragioni a me sconosciute ancora non ce l'hanno portata... e insomma, siamo senza acqua calda. Ma stamattina non mi sono persa d'animo e mi sono semi docciata con 4 litri d'acqua scaldata nel microonde (sono una donna dalle mille risorse). Senonchè, positiva e volonerosa, esco per buttare carta e vetro nel riciclaggio, e vicino ai bidoni c'è una cacca sciolta di qualche cane di padrone stronzo e bastardo (il padrone) che io, ovviamente pesto. Cerco di mantenere la calma. "Sulla strada per l'università c'è un parchetto. Ci sono foglie e erba lì, mi pulirò la scarpa con qualche ramo e poi sull'erba" penso quasi sollevata. Arrivo al parco, comincio a sfregare la scarpa sul fogliame e sull'erba.... noto un blocco di foglie che aderisce alla suola: c'èra un'altra cazzo di cacca di cane di padrone bastardo infame sotto le foglie, mi sono ritrovata con la scarpa piena di merda. Prendo un ramo, inizio a pulirla con perizia e ira. Una volta finita questa spassosa operazione, continuo il mio cammino verso l'università. Quasi arrivata mi rendo conto che ho scordato il cavo del mio computer portatile sul letto. Il mio computer senza cavo è un nulla, un oggetto di plastica e circuiti che pesa 5 chili, niente più. Incazzata nera faccio retro-front, vado a casa, esco nuovamente, con il cavo e le scarpe simil pulite dalla cacca. Arrivo all'università,studio fino alle 3:30, vado dal bibliotecario e gli chiedo di dirmi come posso controllare quando devo restituire i libri presi negli ultimi giorni: me lo mostra  e scopro che ne dovrei restituire uno oggi (perchè in questo paese la gente può prendere i libri solo per 15 giorni, ditemi voi se vi pare normale)... Vado a lezione alle 4, sto a lezione fino alle 8, mi caricano di roba da fare per domani e corro a casa a prendere il cazzo di libro, perchè sennò non potrò prendere nessun testo per otto giorni, OTTO giorni!?, e mi serve potermi portare la bibliografia dei miei papers a casa. Corro all'università, si mette a piovere, restituisco il libro e mi avvio verso casa per poter leggere e studiare la roba che devo sapere per domani. Passo di fronte all'internet caffè e decido di postare per raccontarvi che giorno del cazzo ho vissuto... però alla fine mi viene un po`da ridere e la prendo con filosofia.

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giovedì, novembre 03, 2005

A San Sebastián ha incominciato a piovere e mi sa che non smetterà tanto presto: il clima da queste parte risente (in senso negativo o positivo, a seconda) della presenza dell' Oceano e così a volte si paga un prezzo per la presenza di belle spiagge e aria che profuma di salsedine... ma poco importa, se si considera che fino ad ora il termometro è sceso sotto i 16 gradi solo un paio di volte. In realtà questo calore a volte estivo mi lascia un po' perplessa, a volte quasi sento il bisogno di un' avvisaglia di inverno, non so se mi capite (immagino che no, che non mi capiate e che mi stiate insultando mentalmente, ma fa lo stesso, hehe). Tutto procede in maniera ottima, il programma di master che seguo è interessante e la gente che frequento simpatica: c' è un cambio di cui mi sento di parlare però. Qui non sono tanto socievole, o meglio non sento il bisogno di esserlo. Sto incredibilmente imparando a stare da sola e a non temere eccessivamente la solitudine. Forse inizio ad avvicinarmi davvero al proverbio "meglio soli che mal accompagnati". E così sto approfondendo la conoscenza solo con un paio di persone (per chi mi conosce e mi conosce bene, questo risulterà quasi incredibile): non sono amica di tutti, non mi fermano per i corridoi dell'università per chiacchierare o per salutarmi, nè ho appuntamenti per prendere il caffè quotidianamente con gente differente. Per chi non mi conosce bene, prendo subito le distanze dall' immagine di quella che vuole fare la ganza e che deve sottolineare che ha mille amicizie e che tutti la amano: non è assolutamente questo quello che voglio dire, però non posso negare che normalmente nella mia vita, ovunque io andassi, tendevo ad essere un personaggio popolare che spuntava un po' dappertutto (come il prezzemolo!), ma che stavolta non lo sono e forse posso affermare che non mi dispiace. Vado a poche feste, dell'esistenza delle quali normalmente non sapevo nulla, finchè qualche invitato "ufficiale" non ha deciso di "portare" anche me come imbucata. Mi vedo un sacco di film al cinema, sola o con un paio di amiche che hanno la passione per il grande schermo e mi accompagnano [assieme o "alternate"] a seconda del tipo di film che scegliamo. E passeggio (tempo permettendo) o, beh tocca pure questo eh, studio.  Questo è quanto per ciò che riguarda i giorni qualsiasi infrasettimanali (il lunedì-mertedì e mercoledì pomeriggio ho lezione, quasi dimenticavo!): nel week end approfitto dell' intrapredenza di una amica tedesca -che si chiama Kathrin- per visitare i dintorni di Euskal Herria (= Paese Basco). Kathrin ha la macchina, il miglior mezzo per potersi svegliare alle 9 il sabato, guardare una cartina e partire alla volta dei puntini cerchiati previamente con una guida turistica sottomano. Penso che tutti quelli che mi hanno sgridato per averli tenuti all'oscuro della mia vita qui ora possano sentirsi soddisfatti, sono certa di avere descritto con dovizia di particolari la mia routine di donostiarra (Donosti è il nome basco di S. Sebastián). Prometto aggiornamenti, anche perchè se tutto procede come penso, presto scoprirò se potrò trasferirmi in Germania durante il secondo semestre... so già cosa state pensando, no mi fermo mai... è vero, però prima o poi questo trasferimento continuo finirà e il blog lo scriverò seduta alla stessa scrivania, di una stessa casa, di una stessa città, di uno stesso paese... Non so ancora quale sarà, ma spero che lo scoprirete pian pianino con me!

postato da slinchogled 15:53 | commenti (4)