alza la corolla verso il sole

mercoledì, giugno 22, 2005

Oggi è mercoledì 22 giugno... fra meno di 144 ore sarò ad Istanbul, persa fra i suoi rumori, la sua lingua così bella ed incomprensibile, l'odore dei pesci arrostiti su barchette attraccate ai lati del Bosforo... La cosa che non mi spaventa, forse l'unica cosa che non mi spaventa, è perdermi in quella città: i suoi minareti ti salvano, impara a riconoscerli e ad associarli ai diversi punti della città, e sei più o meno salvo. Il posto che preferisco per ora (e che forse verrà scalzato da nuovi luoghi durante il mio prossimo soggiorno...): la vista al tramonto dai ponti che uniscono parte europea e parte asiatica della città. L'acqua normalmente scura e verdognola, inquinata e ciò nonstante così carica di fascino per le storie che vi scorrono, si copre di un manto cangiante giallo arancione e rosso, i gabbiani che volano lungo le rive per adagiarsi sui tetti dei piccoli edifici abbozzati e probabilmente abusivi, sembrano dipinti con rapide pennellate nere. Sullo sfondo i lembi di terra sterminatamente edificata paiono allungarsi verso il cielo con i minareti piccoli, enormi, fitti, sparuti, semplici o ricchi delle mille moschee. E l'odore, mentre ammiri tutto questo, è quello del mare, a volte buono, a volte cattivo, ma pur sempre di brezza, salsedine, olio di barche e pesce fresco. Le voci quelle delle decine di improvvisati pescatori allineati lungo il ponte, a catturare pesci che non voglio sapere se poi mangino... I rumori quelli dei gabbiani coi loro versi striduli, coperti dal brusio costante del traffico interminabile che soffoca e allo stesso tempo nutre la città, unendone le due metà. Dopo questo momento, se si raggiunge una delle due rive, si può sentire la chiamata alla preghiera arrivare da infiniti punti della città, con voci che ripetono una melodia e delle parole per me intellegibili, che ti cullano come una nenia e ti fanno definitivamente sentire in un posto  diverso, straniero, ma tutto da scoprire e da apprezzare... Ho paura di lasciare tutto quello che conosco per un posto così, ma allo stesso tempo è proprio perchè è un posto così che non posso non desiderare di viverlo...

postato da slinchogled 13:01 | commenti (2)

sabato, giugno 11, 2005

Peregrinazioni senza una meta...
 
Finisco per postare sempre da Trieste... forse stare a casa mi fa sentire più riflessiva (ma anche il fatto che il computer che c'è qui funzioni aiuta...). Domani devo andare a votare per il referendum sulla procreazione assistita [4 SI e ne vado FIERA!], nella speranza che i miei conterranei vadano alle urne ad esprimere la propria opinione (anche a votare no magari, ma a VOTARE porca vacca! Abbasso l'astensionismo!) e non cerchino di non far raggiungere il quorum al referendum... In occasioni come queste mi sento veramente arrabbiata con l'Italia e mi dico che faccio bene a separarmene, giacchè ogni volta che la lascio la amo di più... Eppure non sono sempre sicura di essere pronta per la mia ennesima partenza, a volte mi sento stanca e penso che forse vorrei "stanziarmi" e cominciare a lavorare e basta, cercare una certa stabilità (magari precaria dato la mancanza cronica di lavori "seri"), ma psicologicamente meno stancante del continuo spostarsi senza sapere cosa ti attende fra 6 mesi e soprattutto senza sapere dove sarai... Ma ho scelto esattamente la strada opposta, quella dello spostamento ovunque le circostanze lo richiedano,ovunque si apra una possibilità, e così mi chiedo per quanto a lungo dovrò ancora vagabondare chiedendomi che sarà di me... In qualsiasi caso, ho in pugno il biglietto per Istanbul datato 28 giugno, le guide sotto braccio nel tentativo di leggere tutto prima per poi andarlo a cercare, come in una caccia al tesoro... Fra me e la preparazione del mio viaggio verso la scoperta del turco si frappone un unico ostacolo: l'esame di tedesco che avrò lunedì (e l'orale sarà mercoledì circa), per il quale mi sento abbastanza pronta, sebbene il tedesco sia una di quelle lingue per la quale non sarò mai pronta abbastanza... vabbè vedremo...
Sto svuotando la mia camera bolognese dei miei averi, cercando coloro che la occuperanno dopo di me, ripescando in giro per città e provincia le cose che ho lasciato ad amici e parenti nelle mie ultime peregrinazioni: insomma, cancello le tracce, preparandomi e preparando gli altri per un viaggio che, stavolta, non implicherà un ritorno. Ma cerco un pò di non pensarci. Anche perchè per ora la meta del mio futuro non è chiara: ancora non so dove mi prenderanno per il master (e soprattutto, mi prenderanno?), quindi è difficile impostare la mia mente sul concetto di partenza verso nuovi orizzonti senza sapere quali essi siano...

postato da slinchogled 11:07 | commenti (5)