alza la corolla verso il sole

venerdì, novembre 26, 2004

Non so bene da dove cominciare.... forse è meglio cominciare dalla fine, così nella mia mente l'ordine delle cose sarà più vivo e chiaro... Comincio col dire dove mi trovo ora: sono a Firenze, nella sede locale dello Smith College (cioè il College del Massachusetts dove ho insegnato l'altr'anno) in Piazza della Signoria. Bella, bellissima città Firenze... se fosse vuota. Non vuota dei suoi palazzi e dell'aria che vi si repsira, nè priva del suo fiume e dei suoi ponti. Vuota di gente, in particolare dei turisti, che la soffocano e non ti danno il tempo di goderne la vista, di apprezzarne il sole e le strade chiuse al traffico. Eppure i turisti ne sono la vita ed una Firenze vuota sarebbe una Firenze in rovina... così tocca tenersela com'è (e come sarà sempre più): invasa dal turismo di massa di gruppi che si muovono come stormi d'uccelli, muniti dell'immancabile videocamera digitale, macchina fotografica digitale, ventaglio quando fa caldo, ombrello quando piove, borsetta di cuoio appena comperata in qualche negozio del luogo, per sentirsi un pò italiani, per tornare a casa e mostrarla ai conoscenti. So di essere crudele ed insensibile, ma questo è un tipo di turismo che mi infastidisce ed annoia, mi rende intollerante... e si sa che già di mio non sono proprio la tolleranza fatta persona.

A parte questa digressione, beh, Firenze, ah sì, perchè sono qui? Ieri era il 25 novembre, ossia il giorno del Ringraziamento, festa nazionale negli Stati Uniti, un pò assurda se si considera che risale al tempo in cui i coloni sterminavano gli indiani e quindi c'era poco da ringraziare se una manciata di loro, invece di sparargli, ha accettato di sedersi a tavola con gli indigeni del Nuovo Continente per mangiare il tacchino tutti assieme... ma comunque sia ("kakto i da e" si direbbe in bulgaro), vediamo di venire al punto. Ieri sera sono stata invitata alla cena organizzata dallo Smith College per tutte le studentesse americane che stanno facendo qui il loro JYA (una specie di erasmus, un pò più guidato e controllato, ma una bella e utile esperienza per loro). Abbiamo mangiato talmente tanto che mi sembrava stesse per venirmi un infarto allo stomaco: tacchino ovviamente, stuffing (cioè ciò di cui il tacchino viene riempito: un misto di salsicce, mollica di pane, uvette, pinoli e non so nemmeno io cos'altro... una bontà sopraffina), fagiolini, purè, un antipasto italiano di bruschette deliziose, e dolci, anzi una marea di dolci (il migliore? la torta di zucca... assolutamente imperdibile), con conclusione più "locale" di cantucci e vin santo (ma possibilità di sfondarsi anche dei marshmellows...). E ovviamente tutto inondato da vino, buon vino rosso e per chi ne voleva anche bianco. Dopo tutto questo un bel sonno ristoratore è stato una manna dal cielo, perchè ero letteralmente distrutta... ed è qui che vado a ritroso nel temèpo, per spiegarvi il perchè della mia stanchezza...

Fra martedì e giovedì (ossia ieri) ho avuto tre lauree con annessi festeggiamenti, mio fratello è partito per la Polonia per andare ad una sessione regionale del Parlamento europeo dei giovani (ma prima si è ustionato una mano, quindi lìho dovuto aiutare lavandogli i capelli - e immaginatevi cosa voglia dire lavare capelli lunghi fino alla vita...- e fatto la valigia), ho cercato di riallacciare i rapporti con persone a me carissime [che ho troppo trascurato negli ultimi tempi] e quindi ho divico le mie giornate in incontri ben calcolati e cronometrati...  In tutto ciò la mia casa è un bordello, non so nemmeno da dove cominciare  a metterla a posto, ma sono ottimista e spero di trovare il tempo prima di cominciare il mio dicembre di peregrinazione... hehehe.... Ma perchè mai la mia casa è un tale casino? Perchè lo era già una settimana fa, ma io me ne sono andata a Trieste per quattro giorno, fra venerdì e martedì mattina, quindi è rimasta tale e quale per tutto questo tempo. Non  andavo a "casa" (se casa è quiella dei tuoi genitori, o quella che sta nella tua città natale...) da giugno. Tanto tempo eh? Non che me ne fossi accorta, ma poi quando ero lì, che camminavo per le strade di Trieste e respiravo l'aria che sa di sale e di mare, un pò mi sono accorta ceh mi è mancata. Sono cresciuta vicino al mare, mi mancherà sempre finchè non  tornerò a poterlo veder tutti i giorni... e chissà  se riuscirò a vivere in una città col mare... Istanbul, il suo mare, forse lì potrei vivere bene... chissà... Perchè non è questione di spiaggia e di fare il bagno, ma una questione di vederlo, di sentirlo, di guardarlo mentre ci piove sopra, mentre il vento lo increspa, mentre le navi ci scorrono lente. Non so, forse chi è cresciuto col mare capisce cosa voglio dire.

E cosa facevo a Trieste? dtavo un pò con i miei genitori, non li vedevop entrambi dall'estate appena passata e poi volevo essere un pò coccolata, rilassarmi e pensare, al mio futuro, al mio presente che non sono riuscita a "realizzare" con la necessaria attenzione negli ultimi tempi...

Insomma, mi sono laureata, e così andando a ritroso lungo i giorni della settimana appena passata lo dico: ho finito l'università... e tutto è andato bene, benissimo... i miei amici sono stati meravigliosi, io mi sono tolta un peso (che mi ha dato un'incredibile soddisfazione), ho fatto felici i miei genitori. Ma sono la prima del gruppo di persone a me care e vicine ed ora non  so che fare... Ho troppe idee ed aspirazioni forse, se fossi una persona un pò più lineare e pratica probabilmente avrei le idee più chiare... Ne parleremo un'altra volta, più in là nel tempo e spero di poter postare con una certa fiducia, spiegando "cosa","quando" e "dove".

 

postato da slinchogled 12:24 | commenti (1)

sabato, novembre 06, 2004

ma secondo voi Daniel come si scrive? Danielle, Daniele, Daniel? Fra le mie studentesse ce n'erano alcune che si ciamavano uguali, ma poi scoprivi che i loro nomi si scrivevano in modo totalmente diverso l'uno dall'altro. I misteri dello spelling inglese. Evviva le lingua semplici da scrivere, dovei suoni che senti corrispondono a quello che c'è scritto sul foglio. Oggi ho il cervello più pigro del solito.

postato da slinchogled 17:34 | commenti (6)

Sabato pomeriggio passato a pulire il cesso... con lena e passione... forse perchè avevo bisogno di una valida giustificazione per non fare altro (esempio?lavorare a una ricerca di foto per un libro... due palle così...), comunque sia alla fine il cesso è lindo profumato brillante senza nemmeno una righina di calcare. E un pò di soddisfazione me ladà. Sono una sfigata ed una frustrata, lo so.

Stasera festa a casa di Daniel, la ragazza californiana che vive al terzo piano nelo stesso palazzo di Cate Mayro & co. Alla festa sarà pieno di eramsus ed in particolare di americani... spero solo che conoscendo le tendenze politiche di Danielle i suoi amici non siano degli sfigatoni. Lei è una di quelle statunitensi ganze che sta per chiedere asilo politico in Italia dopo la vittoria del mitico ed insostituibile, unico ritardato mentale che è riuscito a diventare presidente di una nazione (... c'è da farsi delle domande sugli abitanti della stessa probabilmente, ma tralasciamo va...). Devo andare a farmi la doccia e a farmi decente (bella sarebbe dire troppo) per uscire e fare una capatina dai ganzi del piano terra e del seminterrato di Via Benedetto XIV (le mie studentesse americane avrebbero letto questo ultimo numero come ksiw e mi avrebbero guardato stranite...).

postato da slinchogled 17:31 | commenti

lunedì, novembre 01, 2004

Nell'ultima settimana ho passato tantissimo tempo in treno... però a me il treno piace un sacco, devo dire che lo preferisco a qualsiasi altro mezzo. La macchina ti rende più libero di andare dove vuoi, questo è vero; ma costa troppo, non ce l'ho, e se viaggi da solo per lunghe distanze stanca troppo. L'aereo, beh, soprattutto dopo l'ascesa senza limite delle -da me adorate, venerate, idolatrate- compagnie lowcost, finisce per essere la soluzione che scelgo con maggior frequenza... ma il treno (e la nave in caso si possa raggiungere la meta via mare) ti dà un senso così chiaro del viaggio, che è impossibile non amarlo. Mi piace vedere il paesaggio cambiare, partendo dalla pianura padana sfrecciare nella nebbia leggera, poi più spessa, poi improvvisamente vedere le campagne, i campi coltivati, poi le colline e le montagne, lontane, con le cime che quasi sempre sono coperte di neve. Mi piace sedermi e leggere, a volte fare un'amicizia di comodo con chi mi siede di fronte e chiacchierare per fare passare il tempo, per venire a contatto con la vita di qualcun altro che magari con me non condivide niente, se non quelle ora spese nello stesso scompartimento, per raggiungere un luogo differente da quello della partenza, con pochi soldi in tasca (io non viaggio mai su eurostar o treni a lunga percorrenza che non offrano prezzi straccaitissimi... di conseguenza i  miei compagni d'avventura sono raramente abbienti, più spesso all'avventura o di ritorno da una vacanza, da una pausa...) e la voglia di fare una chiachierata e due risate. E' così che ho incontrato Mariangela mentre andavo a Dortmund, Chinkiu al ritorno e Graciela nell'ostello di venezia dove sono stat due notti fa... Mariangela è una ragazza della mjia età, nata in Sicilia, in un paesino di provioncia senza futuro ed in mano alla mafia. Lavoro in nero, corriuzione e chi più ne ha più ne metta... questa è la descrizione che me ne ha fatto lei, quindi non mi date di quella che ha pregiudizi verso il sud, mi limito a riportare quello che mi ha detto lei. I suoi si trasferiscono in Germania, a Bonn, quando lei ha 14 anni. Per tre anni è depressa e sta male, non vuole rimanere, non va a scuola nè lavora, non riesce ad imparare la lingua. La vita da immigrati è difficle, non hanno niente, i genitori lavorano duro, le umiliazioni sono molte. Poi comincia ad ambientarsi, si fa degli amici, si trova meglio. Un anno fa la famiglia decide di trasferirsi di nuovo in Sicilia, Mariangela vuole rimanere in Germania ma il fratello la minaccia di portarla giù a forza. Lei lascia tutto e torna nel paesino con la famiglia. Neanche a dirlo, ci si trova da cani: l'ambiente è chiuso e lei capisce che non ce la fa a rimanere lì, non ha futuro, nonsi sente più a casa. E' così che comunica alla sua famiglia che se ne vuole andare per tornare a Bonn, cercarsi un lavoro e vivere lì. Io l'ho incontrata con la sua valigiona carica di tutto quello che poteva portarsi nella sua nuova vita: se ne stava andando a Bonn a cercare una casa ed un lavoro, così coraggiosa e così saggia anche se aveva solo la terza media, che mi ha fatto pensare a quanto sono stata fortunata ed a quanto coraggio ci vuole per andarsene come sta facendo lei, alla ricerca di fortuna e di un'alternativa migliore.

Chinkiu invece è un ragazzo coreano che ha fatto 8 anni di specializzazione per il canto lirico: vuole tornare in Corea con abbastanza secializzazioni per trovare un lavoro e fare carriera. E' stato per moltissimi anni in Germania ed ora studia a Milano... è una persona buffa ed interessante, mi fa vedere un libro scritto in coreano, mi spiega com'è nata la sua lingua scritta (fino a trecento anni fa la Corea usava gli ideogrammi cinesi, poi un imperatore ha ordinato a degli eruditi di inevntarne di specifici coreani) e mi fa vedere le foto dei templi che sono rimasti in piedi nel suo paese per più di ottocneto anni, nonstante siano costruiti in legno...

Graciela, beh, Graciela è un pò lunga da spiegare... le dedicherò il prossimo post, anche perchè quello sarà il post che dedicherò a coloro che incontri negli ostelli... ecosì darò spazio anche a Stephan, conosciuto in Canada l'anno scorso...

postato da slinchogled 22:29 | commenti (2)