alza la corolla verso il sole

sabato, maggio 29, 2004

sono a Parigi... aaaahhh... che romanitco. anche se non prdonero' MAI quella bastarda poliziotta francese che mi ha fatto perdere l'aereo. Comunque, vediamo di non dilungarci troppo... ebbene, sono a parigi per il weekend a trovare un'amica conosciuta durante l'esperienza americana. Il tempo è stupendo e ieri abbiamo fatto un picnic sulle rive della Senna... Madonna mia che romanticismo! Ah, per il ribrezzo di grandi e piccini: mi sono comprata un cappello a pois, un cappello nero a pois bianchi ciccioni. Chi mi conosce e sa che faccia io abbia, puo' cominciare a morire dal ridere all'idea...

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domenica, maggio 23, 2004

Sono tornata da due giorni e stasera ho deciso che ero pornta per guardarmi u po' di tv trash... così l'ho accesa e in pochi secondi ho trovato quello che cercavo: cosa c'è di più orripilante di Amici di Maria de Filippi? Non che l'abbia seguito con attenzione, perchè nel frattempo ho fatto altre trenta cose, ma mi è sorto un dubbio: considerando che il finalista (vabbè, ancora non è finito, ma secondo me vince lui) è di nuovo un ballerino albanese [nome Leon] mi spiegate come si spiega questo fenomeno? A parte che lui è veramente bravo e se lo merita pure di vincere, calcolando che gli altri tipi erano proprio pietosi, ma tutta la popolazione albanese italiana sta sintonizzata a votare a manetta i propri compatrioti? E poi, domanda numero due, ma questi ragazzi albanesi che sono obiettivamente bravi, sono tutti parenti? Secondo me un po' di nepotismo ci deve pur essere, sennò non si spiega... Comunque sia, bella loro e scusate per la pallosità dell'email, ma i miei dubbi esistenziali -come vedete- sono piuttosto di bassa lega...

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venerdì, maggio 21, 2004

in diretta dal fottutissimo aereoporto charles degaulle, ecco a voi l'inviata/sfigata speciale Jo: ma io dico, secondo voi è normale che quando hai 2 ore per aspettare il tuo secondo volo nessuno ti si inculi, ma quando hai 40 minuti per percorrere mille chilometri e cercare di prendere l'aereo che ti porterà, sfinita, a destinazione, i poliziotti si debbano accanire contro di te? A quella vacca francese che mi ha fermata 10 minuti percontrollarmi tutti i bagagli leho mandato insulti in millelingue... che poi iodico, se arrivo da un paese di psicopatici come gli usa, dove fra un po' ti fanno una perlustrazione anale prima di farti prendere un aereo, qualcuno sa spiegarmi quando avrei inserito un ordigno di distruzione di massanelmio zaino?Forse la tipa pensava che io mi fossi nascosta nel bagno dell'aereo da Boston a Parigi e li avessi inventato, un po'alla Mc Gyver (come dimenticarsi lesue peripezie??), qualche strano tipo di bomba costruita con pezzi di tavoletta di cesso, carta igienica e glicerina del sapone liquido. BASTARDA. E insomma, ora mi sorbisco 4 ore in sto posto del cazzo... quindi per passarmi un po' di tempo mi son detta:-non vado dal parrucchiere da anni, perchè non approfittare dell'occasione e andarci ora?-. Detto fatto... peccato che ora che ne sono uscita mi è tornato alla mente il perchè io boicotti i parrucchieri da quando ho 18 anni... sembro la tina turner dei poveri e ci ho speso 40 euro... VOGLIO MORIRE.

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martedì, maggio 18, 2004

Dopo un lungo silenzio ritorno a farmi viva... anche se poi sarei un op' piu' morta che viva, ma comunque... Tutti se ne stanno andando, anzi, direi che tutti se ne sono andati. Accanto a me rimane il mio impavido compagno di (dis)avventure, il mio fido scudiero Marino. Piove qui, siamo nel mezzo di una thunderstorm... pero' non e' male, c'e' odore di erba e asfalto bagnati, mi piace, ma mi mette nostalgia. Fra due giorni me ne vado e devo ancora fare cosi' tante cose che non so nemmeno io come faro'. E poi non riesco ad avitare di comprarmi le ultime vaccate americane... come faccio se non le compro ora del resto? Ultimo acquisto assurdo? Beh, lo dico anche se poi mi disprezzerete per mille anni a venire: mi sono comprata quei cosi di velo (toipo principessa nelle favole) che pendono dal soffitto e si mettono sopra al letto.. tipo zanzariera per capirci, ma in velluto e velo azzurro. Che kitch, e' cosi' kitch che sara' meraviglioso sul mio nuovo letto... nella mia nuova casa.. che non ho. Ecco va, tutto, qualsiasi cosa io dica, mi riporta al mio ritorno in patria e agli oneri che mi attendono. Ok, me ne vo' vah... mi faccio risentire presto. Comunque sia, quando torno a casa cerco di scannerizzare la foto della mitica vecchia in sedia a rotelle: le ho fatto un primo piano incredibile!

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venerdì, maggio 14, 2004

mio fratello si lamenta perche' la nostra citta' natale, dove lui, ohime', tuttavia risiede, e' invasa dagli alpini... io ho qualcosa di meglio da offrire affinche' proviate profonda (ma ilare) pena per me. Io vivo circondata ogni giorno da centinaia di americani -MA NO! Non e' per questo che dovrei farvi pena, aspettate, c' e' di meglio!-, sono sul punto di presenziare ad una graduation di tutte le studentesse dell' ultimo anno del college dove lavoro -NOOO, non e' nemmeno questa la ragione per la quale dovrei farvi pena, aspettate- e sapete da chi e' stato riempito il campus? ma dalle Alumnae! -questo e' il punto del post nel quale dovreste cominciare a compatirmi- Vi state chiedendo chi sono le alumnae? Le ex alunne appunto. Sapete che cosa questo implichi? Che tutto il campus pulluli di donne fra i 100 (non sto scehrzando, la piu'vecchia e'una laureata del 1926 o una cosa cosi) e i 40 anni, tutte fierissime di essere state delle "Smithies"[denominazione delle studentesse di smith college], con dei cartellini al collo che indicano l' anno in cui hanno ricevuto il diploma (lasciandotene quindi intuire l' eta') e motti differenti per ogni annata. Questa orda di donne viene ospitata nei dormitori, spesso stanno addirittura nella stessa stanza che avevano quando studiavano qui... stanza che a volte e' occupata da gente che ancora non ha lasciato il campus per partire per le vacanze e quindi le alumnae trovano meraviglioso poter condividere con la persona che c'e' ora. Ma vabbe', tralasciando questi particolari, stamattina mentre camminavo per il campus ho lanciato uno sguardo verso lamont house (uno dei dormitori che ha sul retro un bel giardinetto con tavolini e seggiole) e mi e' sembrato per un attimo di stare in una casa di riposo: c' erano piu'o meno 50 signore sulla settantina che facevano colazione tutte contente e pimpanti (vabbe', ce n' era pure una in sedia rotelle, ma si fa per dire...)... la classe del 1954, vi rendete conto? Insomma, quando mi succedono queste cose mi rendo conto che sono proprio in america...

Ah, domani qui e' Ivy day (da leggersi AIVI): per tradizione c' e' la parata di tutte le Alumnae in ordine di anzianita' (guida la folla la centenne in sedia a rotelle -no, non scherzo, dico sul serio-) assieme a tutte le studentesse di Smith che vogliano partecipare... ed ogni singola partecipante deve essere vestita di bianco candido. tradizione curiosa... domani andro' a vedere, ma so gia' che mi sembrera' di stare in un grande ospedale psichiatrico senza frontiere. Sono crudele? Lo so, grazie. baci a tutti e buonanotte.

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Oddio che palle e che depressione: il campus e' la morte. E da domenica tutti i miei amici cominceranno ad abbandonarmi... ma, attenzione attenzione, arrivata in Italia il 21, avro' gia' piani piu' che emozionanti per il week end successivo: Paris, Paris!! la citta'dell' amour (tanto per ricordarmi che ci vado per la terza volta e per la terza volta non c'ho nessun amour... madonna, mi sento sfigata)! E vabbe', considerando che ci vado con due amici a trovarne una terza cé'poco di cui lamentarsi... Pero'che palle lo stesso, sto tentando di fare i bagagli per prepararmi allábbandono del paese degli hamburgers e ogni volta mi viene una tale depressione che esco e lascio la casa in una condizione pietosa. Avete presente quando il letto e'pieno di roba, il pavimento e'pieno di roba, il tavolo e'pieno di roba e tutto cio'che dovrebbe contenere quella roba e'vuoto? Ecco, questa e' la condizione attuale del mio appartamento. Evviva. Auguri.

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giovedì, maggio 13, 2004

sto cercando di scrivere questo pst da due giorni, vedimao se sta volta ce la faccio... Dunque, due sere fa sono stata invitata insieme ad un sostanzioso numer di amici ad una cena fra i boschi del massachusetts, a casa di una mia collega. Tempo stupendo, natura incantevole, tanro sperduti che nel giardino capita speso di incontrare degli orsi in cerca di cibo (a me non e' capitato, posso affermare che se lo fosse sarei morta sul colpo per la paura). A un certo punto Anna se ne esce con la storia della Pagoda. All'inizio mi sembrava di avere capito male, sapete, l'inglese... insomma, la mia capacita' di comunicare e' migliorata dal giorno del mio arrivo, ma non e' che sia proprio scambiabile per una native speaker (forse mi potrebbero scambiare per una native speaker del "Padrino" - per la serie "Du iu uont a pizza mai frrriend?"). ma insomma, dopo un paio di minuti capisco che stanno parlando di una pagoda che c'e' li' in mezzo ai boschi, a 10 minuti di macchina dalla loro casetta. Fatto sta che prendiamo su e con il camioncino andiamo a visitare sto posto: un branco di giapponesi pazzi, con degli adepti svitati di una setta di non so bene che tipo, hanno effetivamente costruito una pagoda ed un giardino zen + laghetto con ninfee, sassoni piatti e ponticelli, il tutto sulla cima di una montagnola degli stati uniti... questo paese non smettera' mai di sorprendermi.

Stasera barbecue: continua il mio intento assolutamente inutile di non lievitare come un maritozzo prima del mio ritorno. Sadness. ma come si fa a rinunciare a del buon porco alla brace? impossibile. fra parentesi, questa mia ultima dichiarazione mi riporta a cio' che mi e' successo una settimana fa: io, cioe' io georgia la carnivora verace, sono stata fermata da un gruppo di psicopatici vegani che ha provato -con risultati piu' che deludenti- a convincermi di quanto sia crudele mangiarsi gli animali; scusate, i poveri animali. E mentre cercavo di togliermi dalle palle in maniera piu' o meno gentile questa gente, mi e' venuta in mente una scena piu' che ilare: io che andavo dal macellaio, compravo un porcellino arrosto e passavo davanti a loro con non chalance e il maiale fra i denti... che ne dite? sarebbe stato fantastico vedere quali scene di isteria avrei provocato. Ma vabbe', sara' per un'altra volta.

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martedì, maggio 11, 2004

tempo orendo di nuovo. umido e caldo. Pero' ieri sono finalmente riuscita a trovare dei jeans al mall e questo mi ha reso felice. qua i jeans per ciccie sono sempre elasticizzati: ma si potr' essere piu' deficienti? Una gia' e' ciccia per conto suo e non e' che sfoggi le gambe piu' belle del mondo, ti pare che debba pure andare in giro con i pantaloni elasticizzati cosi' sembra un insaccato?? insomma, dopo lunghe peregrinazioni, ho trovato dei pantaloni ganzi ma da maschio ovviamente. Oddio sono in ritardo, ci sentiamo dopo.

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lunedì, maggio 10, 2004

oggi sono stata al centro commerciale. ci sono andata con l'autobus. L'autobus qui lo prendono due categorie di persone: i poveri in canna e gli svitati. sfortunatamente le due categorie spesso coincidono ... uomini giganteschi cantano lungo il tragitto canzoni blues, altri si limitano a girare per tutto l'autobus aprendo i finestrini senza nemmeno chiederti il permesso per poi sedersi, altri ancora parlano da soli e chiedono all'autista di fermarsi un po' dove pare a loro. non so dire se questo mi diverta o mi rattristi...

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oggi e'una giornata da morte dello spirito... avete presente quando fa umido, abbastanza freddo da avere bisogno di una giacca ma abbastanza caldo da sudare?  Insomma, una merda (mi autodedicherei la definizione di "princess"). Il campus e'vuoto, le lezoni sono finite 10 giorni fa e tutti stanno impacchettando la loro roba ed andandosene... mi salvera'dalla depressione solo il prossimo weekend,quando tutte le studentesse (per acuire la morte, vi ricordo che lavoro in un college per sole femmine) dell' ultimo anno torneranno per prendere il diploma. E sapete cosa vuol dire questo? Cappellino nero da sfigate e toghe tristone a tutt' andare!! Come nei film insomma. Ma gli americani quando hanno ste pensate ci fanno o ci sono? Chissa' se le ragzze tireranno il cappellino in aria come in ogni lieto fine di filmetti sui college U.S.A.. Vi aggiornero' senza pieta', non temete. Passo e chiudo.

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domenica, maggio 09, 2004

Questa mattina e' successa una cosa incredibile... stavo vestendomi per andare a pranzo a mensa con marino ed attendevo che lui mi facesse uno squillo per dirmi di scendere. Sento il telefono che trilla... una... due...tre.... alla quarta volta mi dico (madonna sono un genio eh?) "Forse devo alzare la cornetta e rispondere?", quindi rispondo. E' marino, che con voce stridula mi ulra nel ricevitore "ASCOLTA!!" e dai rumori che sento capisco sta avvicinando a cornetta alla radio. .... ..... ..... suspance .... .... .... che cosa c'era secondo voi alla radio? Non sparatemi laura pausini o eros ramazzotti, perche' quei due sfigati, si sa, col fatto che hanno avuto successo un po' dappertutto, li trovi in giro per il monod enon e' troppo sorprendente. Allora, ritentate. No, nemmeno pavarotti se e' a questo che state pensando. E non scadetemi sul banale con Bocelli, anche perche' una tale eccitazione da parte di marino no avrebbe avuto senso: qua bocelli lo consosco piu' che in Italia fra un po'... Vabbe', so che vi arrendete e che siete curiosi quindi scorrete le linee con lo sguardo per carpire un nome... vi dico una parte della prima canzone che ho sentito quando Marino ha avvicinato la cornetta alle casse "... Quanto sei bella Roma quando ti specchi dentro er cupolone....": ebbene si, Venditti! ma non e' finita qui, appena la canzone sfuma scattano inconfondibili le prime note di una perla ssoluta degli anni ottanta italiani... da PAURAAAAA! "Che confusione, sara' perche' ti amo...". ma vi rendete conto?! io me ne sto a Northampton in Massachusetts e alla radio passano i Ricchi e Poveri?! Altro che globalizzazione, scadiamo sul popolare e banale ed affermiamo con calma che "tutto il mondo e' paese!". Con le lacrime agli occhi dalle risate e dall'emozione ci siamo ascoltati anche una canzone di Toto Cutugno dedicata alla mamma, dopodiche' abbaimo cominciato ad avere i conati di vomito e per evitare di rovinarci l'appetito ce ne siamo andati a mensa. [e calcolate che Marino prima si era anche sentito "O zappatore" di Merola... ma come si fa?]

Ora posto questo, poi si vede. Comunque sono ancora allucinata.

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sabato, maggio 08, 2004

Miei adorati,

scusate per l'assenza piuttosto prolungata ma sono stata indaffarata. Solo all'idea di quello che mi apsetta nelle prossime settimane mi prende male... impacchettare, risolvere tutto cio' che e' rimasto a meta', fotocopiare libri, buttare via quello che non mi serve (e la mia famiglia sa quanto io sia incapace di buttare via anche solo le cartacce delle cingomme...), salutare tutti, andare a cena con tutti (cosi' tornero' che saro' un bombolone ripieno al grasso... altro che dieta, chiudetemi in una sauna senza cibo e con i macchinari perche' mi eserciti ventiquattrore su 24: magari riassumero' una forma umana). Prometto che fra stasera e domani mattina "posto" qualcosa di piu' sostanzioso. Lov.

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venerdì, maggio 07, 2004

MITICAAAAA!!! Ho appena appreso una novita'sulla nostra eroina della quale continuo a non volere rivelare il nome: ha raccontato con il suo solito sorrisino odioso che per pasqua i suoi genitori (vive ancora con loro) organizzano ogni anno un gioco divertentissimo!!! Nascondono le uova di cioccolato in tutto il giardino e lei e sua sorella devono trovarle. lei ha trent' anni, la sorella ventisette. Ma io dico, perche' la natura non agisce per selezione naturale ed elimina elementi come questi? So che sono crudele e me ne frego. Baci e 'notte.

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giovedì, maggio 06, 2004

ah, precisazione, hanno sparato i fuochi d'artificio per il 4 luglio ma erano in germania ed erano tutti tedeschi... e io mi domando: "ma che cazzo di gente c'e' al mondo?"

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Devo condividere con voi la pieta' che provo per una persona che ho conosciuto durante il mio anno qui, e che, come direbbe mio fratello, ritengo veramente GREEEESI (crazy). Vediamo un po', non so da dove cominciare nella descrizione... magari bastano un paio di episodi perche' vi facciate un'idea. La prima volta che abbiamo parlato, mesi e mesi or sono, lei indossava una maglia a stelle strisce con felpetta in tinta (azzurra con una piccola bandierina americana ad altezza spilla). E dici: "vabbe', sei una sfigata, ma ti do' una possibilita', magari l'abito non fa il monaco". La seconda volta che ci siamo parlate mi ha detto qual'era il suo canale televisivo preferito: musica country americana delle peggiori 24 ore su 24. "Ecco -mi son detta- gia' vedo che la nostra amicizia non avra' particolare successo"... anche se poi ho tentato di reprimere il  mio razzismo musicale e di continuare con i tentativi. Quando verso novembre (cioe' due mesi dopo il nostro arrivo a smith College) l'individua in questione mi ha raccontato con enfasi indicibile che i suoi genitori sarebbero venuti a trovarla per "graduation day" e che non stava nella pelle e le dispiaceva non venisse anche suo nonno, ho cominciato a pormi serie domande sulla sua salute mentale ["graduation day" e' quando le ragazze indossano la stupida tunica e l'aberrante cappellino piatto -esatto! come nei film!- e ricevono il diploma di laurea. E' di solito a meta' di maggio.]. A questo punto abbiamo semplicemente cominciato a limitare il nostro rapporto ad un reciproco salutarci e chiederci come stavamo se sedevamo allo stesso tavolo. Anche perche' prima di Pasqua lei mi ha dato la prova indiscutibile del fatto che e' lobotomizzata: e' arrivata in mensa con un sorriso a milleetrentaquattro denti -e sapete che quando una persona lagnosa arriva con un sorriso a milleetrentaquattro denti e' perche' vuole che le chiediate cos'e' successo. Cosi' e' stato che le ho dato la soddisfazione di dirle "Ti vedo felice -pensando fra me "per una volta non sembra che tu abbia una paresi  facciale che ti obbliga ad avere gli angoli della bocca perennemente rivolti verso il basso-, che c'e' di nuovo?". Ora, una persona sana di mete risponderebbe che ha ricevuto qualche bella notizia, tipo che sua sorella si laurea, che la sua migliore amica la viene a trovare, magari anche che ha preso un bel voto in un esame, ma non puo' rispondermi: "la mia mamma mi ha madato un pacco di Pasqua con dentro tanti ovetti di cioccolata, i coniglietti e dei bigliettini carinissimi rosa con le uova di pasqua disegnati sopra!!! Non e' DOLCISSIMO?!". Quando una persona dice la parola "dolcissimo" piegando la testa di lato, sorridendo tanto da farsi scomparire le labbra e socchiudendo gli occhi, per me, che sono conosciuta per la mia intolleranza, deve morire. E sfortunatamente la mia faccia alla sua risposta deve essere stata piuttosto eloquente, nonostante mi sia sforzata di sembrare felice per lei. L'ultima cazzata sconvolgente e' un racconto che vi riferisco dopo che lei me ne ha parlato con tono emozioanto e trasognato: lei e i suoi amici una sera del 4 luglio (festa nazionale americana) hanno sparato fuochi d'artificio dal tetto di casa sua per festeggiare e per poterlo fare avevano chiesto il permessoa al comune un mese prima. Si sono divertiti tantissimo!

E voi direte, beh, dai e' una ragazzina, ha solo diciannove anni e poi e' americana, che cosa pretendevi? ma e' quiche viene il bello! La succitata (non faccio nomi perche' nella vita non si sa mai, metti che mi sgama, io mi ammazzo) e' tedesca [con una venerazione vomitevole per gli states) ed ha... attenzione attenzione.... 30 anni. Ebbene si', trent'anni. E chiudo citando un verso di una canzone di Rosalino Callamare (per gli amici RON, e qui scatta la domanda "ma Georgia, che cazzo ti ascolti?!" risposta: "ognuno ha i suoi scheletri nell'armadio.. quando mi facevo di ovetti kinder ascoltavo anche Ron... e me ne pento ma non posso disconoscere questo capitolo della mia vita): "ma non abbiam bisogno di parole". Luvya tutti quanti.

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mercoledì, maggio 05, 2004

Miei adorati, (coloro che cagano il mio blog sono solo uomini...) mi appresto ad uscire nella vitalissima northampton: uuuhhh, paura! Ce ne andiamo in un locale che si chiama Bishop's Lounge, che vi diro' non e' male, al quarto piano di una palazzina carina con un bel balcone... e dentro... TADADAN! Karaoke!!! O meglio una canzone di Karaoke ogni due canzoni normali... Ora, immaginatevi elementi americani sbronzi, di un po' tutte le eta' e vestiti in maniera piuttosto improbabile, andare sul palco e deliziare il pubblico con performance sulle quali preferisco non pronunciarmi. Commentate il fenomeno karaok please. Luvya.

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Oggi posso finalmente alzare la corolla al cielo... c'e' un bel sole caldino, ma non troppo, la giornata sembra tranquilla. In realta' sembra un po' troppo tranquilla e questo mi fa venire una certa tristezza... di solito il mercoledi mattina per me era un incubo: alle nove avevo una lezione privata di italiano con una simpaticissima coppia di anziani a casa mia e questo implicava puntare la sveglia alle otto, dal momento che avevo bisogno di una buona mezz'ora per restaurare la mia casa (un porcile) e un'altra mezz'oretta per restaurare me (un cadavere). Ma non avere la lezione, non dovere correre in ufficio subito dopo, non dovere preparare niente per le mie alunne del pomeriggio... beh... mi fa realizzare che tutta questa esperienza e' finita. Non che non sia felice di tornarmene in italia, pero'... ci sono tante persone e tante stupide cose che mi mancheranno di questo posto e mi viene un po' di malinconia, ecco tutto. Sono le nove e mi sfonderei un bue allo spiedo, dite che sono normale? Va bene che la colazione e' il pasto piu' importante, quello fondamentale etc etc, pero' mi sa che ho veramente problemi (del resto son sorella di Seba, quindi qualche anomalia nei confronti dell'alimentazione ce la dovevo pure avere no? ... seba, scherzo, non fare il permaloso).

Ma bando alle ciance e veniamo a un piccolo appunto sul film Troy che si appresta ad uscire nelle sale italiane e, credo, sia gia' uscito qui in Amerrriga: ora, e scusate la banalissima battuta, mi sa proprio che sara' una troiata, pero' varra' la pena vederlo per farsi due risate. innanzitutto per scoprire che razza di scarpe metterano ai piedi di Brad Pitt, considerando che lui ha espressamente chiesto di non far vedere i suoi piedi, poiche', a quanto pare, li odia... allora, che tipo di scarpe metteranno al prode aAchille? Un bel paio di anfibi? Un sandaletto alla orientale, fatto delle migliori stoffe importate dalla Cina (echissenefrega se a quei tempi le stoffe dalla Cina manco si sapeva cosa fossero). Io comunque, dopo avere visto i volantini distribuiti nel film Il Gladiatore fuori dall'arena (ebbene si', se vi siete persi questa chicca andate a riguardarvelo) con quella patata lessa di Russel Crow, non mi stupisco piu' di niente.

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martedì, maggio 04, 2004

cioe', buon appetito a me (o vi fate uno spuntino notturno? tipo formaggio nel caso del mio fratellone?)

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Ore 6:06 p.m., vado a cena. Non fatevi cascare la mascella per tera, chi mi ha fatto visita qui lo sa, l'Amerrrriga, il paese della magnata selvaggia a qualsiasi ora del giorno e della notte, cena alle 6 (c'e' gente che e' capace di farlo pure piu' presto...). Tanto poi si fanno qualche spuntino e stanno a posto. Ieri ho visto un ragazzo alto 2 metri e dieci (beh, non e' che gliel'abbia chiesto, ma era gigantesco), con la testa minuscola e il corpo ciccioso flaccido... Non so, mi ha fato un po' di pena e uin po' di impressione. Aveva le braccia lunghissime e le mani enormi. Si stava sfondando una pizza. Lo so che sono politicamente scorretta, ma se non le dico a voi queste cose a chi le dico qui?... finirei linciata o forse in qualche centro di recupero anonimo per persone che devono redimersi dal non sapere essere politicamente corretti... vabbe', buona notte a voi e buon appetito a voi. Baci

postato da slinchogled 18:09 | commenti (3)

sono le due del pomeriggio. fuori fa caldino ma tira vento. Il vento a me piace, moltissimo... e forse questa e'una delle poche cose che la mia citta' mi ha veramente trasmesso, l'amore per il vento. E la passione per quei cieli azzurri e privi di nuvole, per quell'aria fresca che mi fa lacrimare gli occhi e diventare riflessiva. ma non malinconica, sapete no, ci sono riflessivita' malinconiche e riflessivita' che invece ti portano a pensare a cose belle, a ricordi passati che ti fanno sorridere. Ecco il vento per me e' questo, e' pace ed attesa, e' paradossalmente silenzio, perche'si hanno le orecchie piene del suo fischiare, disattente agli altri suoni e rumori che occupano quotidianamente le nostre trombe di eustachio. ma si chiamano trombe di eustachio? mah, io in biologia sono sempre stata una zappa. pero'Eustachio me lo ricordo bene, si'! ...vabbe', diciamola tutta, mio padre si chiama Eustachio, ecco... E non partite con il solito "E ma che nome da sfigato c'ha tuo padre?!". Mio padre e'greco. oddio, non che questo lo giustifichi nell' avere un nome cosi', come definirlo, bizzarro, ma vi assicuro che in greco ha un suono piu' regale, va letto efstathios, puo'quasi sembrare un bel nome.

Comunque, vi dicevo, anzi no, non ve lo dicevo ma ve lo diro' ora, dovrei mettermi a leggere qualcosa per continuare il secondo capitolo della mia tesi, ma oggi proprio non mi va di fare niente... In realta'il libro che sto spulciando da ieri sera e' veramente bello: e' scritto a quattro mani e gli autori sono due attivisti per la difesa dei diritti umani i Turchia... con il piccolo particolare che uno e'un ateo di sinistra e l'altro e'un fervente musulmano; si confrontano su varie tematiche ed e' bello vedere come su alcune cose si trovino praticamente d'accordo, mentre su altre, inevitabilmente, non riescano a incontrare compromessi, ma cio'nonostante ne discutano. e' a questo che la comunicazione umana dovrebbe servire, a esprimere ed ascoltare pensieri senza sentire la necessita'di proclamarsi nuovi profeti di verita'indiscutibili. il mio carattere sfortunatamente non mi aiuta nell'intento: sono testarda e prevaricatrice, ma cerco di dominarmi il piu'possibile... e'una specie di esercizio di controllo su me stessa, capite? 

Il libro e'uscito anche in italia, ma non ne so il titolo in italiano... in inglese si chiama "opposites: side by side", gli autori sono S. Yurdatapan e A.Dilipak... non so se vi possa interessare, ma alla fine sono qui per raccontare e condividere qualcosa, per cui... Una frase del prologo e'quello che voglio scrivere alla fine del mio primo post: "on the face of this earth, many nations, and in each, millions of people. Let us allow each one to cultivate freely his or her own identity, his or her own individuality. our world is like a flower garden of many cultures, many colors. Let us preserve it so we can live in this garden the way we want and the way we believe". un bacio a tutti, vado a sfondarmi un cannolo e poi a leggere vah, che m'e'venuta voglia...

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